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Federico Cinà, a soli 19 anni vince al Roland Garros, meglio di lui solo Sinner

C’è una nuova stella che brilla nel firmamento del tennis italiano. Il 24 maggio 2026 rimarrà una data indelebile nella mente e nel cuore di Federico Cinà: al suo primissimo match assoluto nel tabellone principale di uno Slam, il diciannovenne palermitano ha firmato un’autentica impresa al Roland Garros, piegando il gigante statunitense Reilly Opelka dopo una maratona di cinque set e ben 3 ore e 21 minuti di battaglia.

Un debutto da favola sulla terra rossa di Parigi che proietta il giovane talento siciliano in una dimensione d’élite, confermando una precocità che lo accosta inevitabilmente ai grandissimi del nostro tennis.

Figlio d’arte: la scuola di papà Francesco e il ricordo dello US Open 2015

A Palermo dicono che Federico, soprannominato affettuosamente “Pallino” (o “Palli”) dalla sorella, sia cresciuto con la racchetta nella culla. Dopotutto, il tennis è una questione di DNA familiare: la mamma Susanna Attili è un’ex giocatrice, mentre il padre Francesco Cinà è una figura cult del coaching italiano, celebre per aver guidato Roberta Vinci fino alla storica finale tutta pugliese contro Flavia Pennetta allo US Open 2015, dopo aver battuto Serena Williams.

All’epoca Federico aveva appena otto anni e osservava i grandi dal box. Oggi è il padre ad allenarlo con rigore e totale dedizione sotto il sole del Country Time Club, all’interno del Cinà Tennis Institute. Una disciplina ferrea, fatta di fatica e temperature torride nella sua Palermo, che si è rivelata l’arma segreta per resistere al caldo soffocante del pomeriggio parigino e superare indenne la maratona contro Opelka. Una vittoria speciale, che Federico ha voluto dedicare al nonno scomparso.

Sulle tracce di Jannik: i record di precocità

Che Cinà fosse un predestinato lo si era capito già nel circuito Junior, dove ha toccato il numero 4 del ranking mondiale e raggiunto la semifinale agli US Open 2023 (cedendo solo al futuro campione Joao Fonseca). Da allora, la sua ascesa nel circuito maggiore è stata fulminea: oltre 1330 posizioni scalate nel solo 2024, anno in cui Lorenzo Musetti lo scelse come sparring partner per preparare la semifinale di Wimbledon.

I numeri di “Palli” lo mettono in scia ai mostri sacri del tennis azzurro:

Finali Challenger da minorenne: Insieme a Musetti e Sinner, è l’unico italiano ad esserci riuscito (ci è riuscito in Grecia nel marzo 2025).

Vittorie nei Master 1000 da under 18: Grazie alla wild card a Miami nel 2025, ha battuto l’argentino Comesana (allora n. 67 ATP), diventando l’unico italiano oltre a Sinner a vincere un match in un ‘1000’ prima della maggiore età.

Il record al Roland Garros: Con il successo su Opelka, è diventato il secondo azzurro più giovane di sempre a vincere un match nello Slam parigino (19 anni, 1 mese e 24 giorni), mancando il primato di Jannik Sinner (che nel 2020 ci riuscì a 19 anni, 1 mese e 12 giorni) per appena dodici giorni.

Prospettive e montepremi: verso il secondo turno

Oltre alla gloria e all’iniezione di fiducia, l’accesso al secondo turno garantisce al tennista siciliano un assegno sicuro da 130.000 euro, una fetta del montepremi record di questa edizione del Roland Garros, che tocca la cifra monstre di 61.723.000 euro (+9,53% rispetto al passato).

Adesso per il palermitano si prospetta un affascinante incrocio generazionale: al secondo turno sfiderà infatti il vincente del match tra l’olandese Jesper De Jong e il veterano Stan Wawrinka, che su questi campi trionfò undici anni fa, nel 2015. Comunque vada, il cammino di Federico Cinà è appena iniziato.

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Redazione