Una giornata di sport, partecipazione ed emozioni autentiche ha accompagnato al PalaVolcan di Acireale il Primo Trofeo Baskin Calabria-Sicilia CSAIn, primo evento ufficiale della disciplina inclusiva promosso dall’Ente di Promozione Sportiva CSAIn dopo l’approvazione del regolamento nazionale avvenuta lo scorso dicembre.
Sul parquet si sono confrontate Castanea Basket, Tiger Basket Gioia Tauro e Trapani Baskin, protagoniste di una manifestazione che ha saputo andare ben oltre il risultato sportivo. Il Baskin ha confermato la propria capacità di trasformare il campo da gioco in uno spazio di incontro, condivisione e partecipazione, dove atleti con e senza disabilità collaborano all’interno della stessa squadra, valorizzando le capacità e le peculiarità di ciascuno.
L’entusiasmo dei partecipanti, il coinvolgimento delle famiglie e la presenza di dirigenti, tecnici e appassionati hanno testimoniato il successo di un’iniziativa che rappresenta il primo passo concreto di un progetto destinato a svilupparsi nei prossimi mesi attraverso attività di formazione, promozione e organizzazione territoriale.
Colpiscono l’emozione dei ragazzi nel ricevere una coppa, ma anche la commozione di tecnici e dirigenti CSAIn, animati dalla grande condivisione del progetto Baskin. Grande soddisfazione è stata espressa anche dal presidente nazionale CSAIn, Salvatore Spinella, presente alla manifestazione insieme al consigliere nazionale Giuseppe Lombardo e alla referente regionale del settore basket, Cinzia Genualdo. Spinella è stato insignito di un riconoscimento dagli organizzatori per avere fortemente voluto il Baskin all’interno della programmazione sportiva dell’ente.
«Abbiamo assistito al primo evento ufficiale di una disciplina nella quale CSAIn ha creduto fin dall’inizio e che rappresenta perfettamente la nostra visione dello sport. L’inclusione è uno degli obiettivi fondamentali del nostro ente e il Baskin ne costituisce una delle espressioni più efficaci. Basta osservare i volti dei ragazzi per comprendere il valore di questa esperienza. Non conta soltanto il risultato, ma la possibilità di condividere un percorso, crescere insieme e sentirsi parte di una comunità. Da Acireale parte un cammino che intendiamo sviluppare in tutta Italia attraverso la formazione di società, tecnici e dirigenti capaci di promuovere una cultura sportiva realmente inclusiva».
Il Trofeo di Acireale rappresenta infatti soltanto la prima tappa di un percorso più ampio. Nei prossimi mesi CSAIn, attraverso il lavoro della Commissione Nazionale Baskin, avvierà attività formative dedicate ad associazioni sportive, tecnici, ufficiali di campo e arbitri, con l’obiettivo di creare una rete organizzata tra Sicilia, Calabria e le altre regioni interessate. Il traguardo è la nascita dei primi tornei territoriali e regionali e la diffusione capillare di una disciplina che sta dimostrando di poter diventare uno dei più efficaci strumenti di inclusione attraverso lo sport.
Al termine della giornata il vero successo non è stato decretato dal tabellone, ma dall’entusiasmo condiviso tra atleti, famiglie e volontari. Un patrimonio di emozioni e partecipazione che conferma come il Baskin possa rappresentare una risposta concreta al bisogno di uno sport aperto a tutti, capace di abbattere le barriere e costruire relazioni autentiche dentro e fuori dal campo.
Filippo Frisenda, anima dell’evento e componente della Commissione Nazionale Baskin CSAIn, ha sottolineato:
«Questo primo evento Baskin sotto l’egida CSAIn ha lasciato emozioni profonde in tutti i presenti. Le abbiamo viste nei sorrisi dei ragazzi, nelle famiglie e negli stessi dirigenti che hanno vissuto questa giornata. Il Baskin restituisce centralità a valori che spesso vengono richiamati, ma non sempre concretamente praticati. Qui l’inclusione diventa realtà, perché ogni atleta trova il proprio ruolo e contribuisce al gioco secondo le proprie caratteristiche. La nostra missione è valorizzare le capacità di ciascuno, costruendo squadre nelle quali tutti possano sentirsi protagonisti. È questo che rende il Baskin una straordinaria esperienza sportiva e umana. Mi ha profondamente cambiato».