Giro26, Vingegaard domina a Carì con un grande Piganzoli. Crolla Pellizzari

di Valentino Sucato

La sedicesima tappa del Giro d’Italia 2026, da Bellinzona a Carì, ha confermato in maniera definitiva la superiorità di Jonas Vingegaard. Sul traguardo svizzero il danese della Visma | Lease a Bike ha conquistato la sua quarta vittoria di tappa nella Corsa Rosa, infliggendo distacchi pesanti a tutti gli uomini di classifica e dando l’impressione, ancora una volta, di avere margini enormi rispetto alla concorrenza.

La corsa

La frazione, breve ma nervosa, si sviluppava interamente in territorio elvetico per un totale di 113 chilometri. Dopo un avvio relativamente tranquillo, la corsa si è animata con la formazione di una fuga comprendente corridori di qualità come Giulio Ciccone, Jhonatan Narváez, Einer Rubio, Diego Ulissi e Chris Harper.

Ciccone ha provato a muoversi con decisione soprattutto sulle salite di Torre e Leontica, raccogliendo punti importanti per la classifica degli scalatori, ma la Visma non ha mai lasciato troppo spazio ai battistrada.

La squadra della maglia rosa ha controllato la situazione con freddezza per tutta la giornata, lasciando intuire che Vingegaard volesse giocarsi la tappa. A circa trenta chilometri dall’arrivo il margine dei fuggitivi era ormai ridotto a poco più di un minuto e il destino della corsa appariva segnato.

L’episodio che ha cambiato completamente il volto della classifica è arrivato però all’imbocco della salita finale verso Carì, 11,7 chilometri al 7,9% di pendenza media con punte del 14%. Proprio in quel momento la Red Bull – Bora – hansgrohe ha preso sorprendentemente in mano il ritmo del gruppo. Una scelta tattica che si è trasformata rapidamente in un boomerang: il primo uomo a perdere contatto è stato infatti Giulio Pellizzari, fino a quel momento miglior italiano in classifica generale e indicato come possibile uomo da podio.

Il marchigiano è apparso improvvisamente in difficoltà, incapace di reagire all’aumento del ritmo. Chilometro dopo chilometro il suo distacco è cresciuto in maniera preoccupante, fino a trasformare una giornata di speranza in un vero e proprio incubo sportivo. La sua crisi ha spalancato le porte a un nuovo scenario per il ciclismo italiano, con Davide Piganzoli che si è preso sulle spalle il ruolo di miglior azzurro.

Proprio Piganzoli è stato uno dei protagonisti più sorprendenti dell’ascesa finale. Il giovane corridore della Visma ha imposto un ritmo durissimo nel gruppo dei migliori, selezionando gli uomini di classifica e restando a lungo accanto al proprio capitano. Quando mancavano circa sette chilometri all’arrivo, il forcing del valtellinese ha ridotto il gruppo dei favoriti a poche unità: insieme a Vingegaard sono rimasti Felix Gall, Egan Bernal, Thymen Arensman, Jai Hindley e Derek Gee.

L’attacco di Vingegaard

A quel punto Vingegaard ha deciso che era arrivato il momento di chiudere i conti. Il danese ha accelerato con apparente facilità, lasciando immediatamente sul posto Gall e tutti gli altri rivali. Nemmeno un tentativo di risposta di Piganzoli è riuscito a incrinare il dominio della maglia rosa. Nel giro di pochi chilometri il vantaggio del leader è cresciuto oltre il minuto, mentre dietro gli avversari si limitavano a difendersi e a lottare per le posizioni di rincalzo.

Impressionante la sensazione di controllo trasmessa dal campione danese. Negli ultimi chilometri Vingegaard ha addirittura rallentato volontariamente, amministrando il vantaggio senza mai dare l’impressione di essere realmente al limite. Sul traguardo di Carì ha alzato le braccia dopo 2h57’40”, precedendo Gall di 1’09” e Hindley di 1’11”. Arensman ha chiuso quarto davanti a Gee, mentre Piganzoli ha concluso con un ottimo sesto posto a 1’34”, esultando all’arrivo per il successo del proprio capitano.

Bene Bernal, crollo Pellizzari

Segnali incoraggianti anche da Bernal, apparso molto più brillante rispetto ai giorni precedenti, mentre Michael Storer ha limitato i danni dopo essere rimasto staccato nel finale. Molto più pesante invece il bilancio per Pellizzari, la cui crisi rischia di compromettere definitivamente le ambizioni di alta classifica.

La tappa svizzera ha quindi consegnato un verdetto netto: il Giro d’Italia 2026 sembra ormai saldamente nelle mani di Vingegaard. Dietro di lui resta aperta soltanto la battaglia per gli altri gradini del podio, con Gall, Hindley, Arensman e Gee racchiusi in pochi secondi e Piganzoli pronto a diventare il nuovo simbolo della resistenza italiana in questa Corsa Rosa. Di 18’05” il ritardo di Pellizzari, arrivato insieme a Ciccone.

Ordine d’arrivo della tappa di oggi:

1 VINGEGAARD Jonas Team Visma | Lease a Bike 2:57:40

2 GALL Felix Decathlon CMA CGM Team 1:09

3 HINDLEY Jai Red Bull – BORA – hansgrohe 1:11

4 ARENSMAN Thymen Netcompany INEOS 1:14

5 GEE-WEST Derek Lidl – Trek 1:18

6 PIGANZOLI Davide Team Visma | Lease a Bike 1:34

7 BERNAL Egan Netcompany INEOS 2:04

8 STORER Michael Tudor Pro Cycling Team 2:18

9 RONDEL Mathys Tudor Pro Cycling Team 2:55

10 POELS Wout Unibet Rose Rockets 3:04

La classifica generale

1 VINGEGAARD Jonas Team Visma | Lease a Bike 62:10:26

2 GALL Felix Decathlon CMA CGM Team 4:03

3 ARENSMAN Thymen Netcompany INEOS 4:27

4 HINDLEY Jai Red Bull – BORA – hansgrohe 5:00

5 EULÁLIO Afonso Bahrain – Victorious 5:40

6 GEE-WEST Derek Lidl – Trek 7:09

7 STORER Michael Tudor Pro Cycling Team 7:14

8 PIGANZOLI Davide Team Visma | Lease a Bike 7:57

9 O’CONNOR Ben Team Jayco AlUla 9:20

10 BERNAL Egan Netcompany INEOS 9:44

11 RONDEL Mathys Tudor Pro Cycling Team 10:03

12 HARPER Chris Pinarello Q36.5 Pro Cycling Team 11:19

13 CARUSO Damiano Bahrain – Victorious 13:47