C’è una Sicilia sportiva che prova a ripartire dalla propria identità, dalla memoria e soprattutto dai giovani. È questo il messaggio emerso dalle giornate del 22 e 23 maggio a Capo d’Orlando, dove il Presidente dell’Orlandina Calcio Massimo Romagnoli ha presentato ufficialmente il progetto “Orlandina Calcio – ANSPI Sicilia: Un Campo per Crescere”, iniziativa che punta a trasformare il calcio in uno strumento concreto di educazione, inclusione sociale e crescita culturale.
Due appuntamenti molto partecipati hanno scandito l’avvio del percorso. Il primo si è svolto presso l’Aula Consiliare “Falcone-Borsellino”, con la presentazione del libro dedicato alla storia dell’Orlandina Calcio, racconto collettivo di una società che nel tempo è diventata patrimonio sportivo e identitario della comunità orlandina. Il secondo evento, ospitato al Pala Infodrive, ha coinvolto circa 1.600 studenti, giovani atleti, famiglie, scuole, istituzioni e rappresentanti del mondo sportivo e sociale del territorio.
Il progetto, promosso dall’A.S.D. Orlandina Calcio insieme ad ANSPI Sicilia, nasce con l’obiettivo di costruire un modello educativo che metta al centro i ragazzi attraverso sport, ascolto, formazione e sostegno concreto alle famiglie. Tra le iniziative previste figurano la gratuità della Scuola Calcio, percorsi educativi e attività formative, oltre all’istituzione di borse di studio dedicate agli studenti che si distingueranno per rendimento scolastico, comportamento, spirito di squadra e partecipazione alla vita della comunità.
Proprio le borse di studio rappresentano uno dei punti qualificanti del progetto fortemente sostenuto da Massimo Romagnoli, che ha scelto di investire personalmente in un’idea di sport capace di andare oltre il risultato agonistico. L’obiettivo dichiarato è accompagnare i giovani nella crescita umana prima ancora che sportiva, promuovendo valori come responsabilità, merito, solidarietà e appartenenza.
Nel corso delle due giornate è emerso con forza anche il ruolo della Prof.ssa Francesca Silvestri, Garante dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, chiamata a coordinare gratuitamente lo Sportello On-Line dedicato ai giovani e alle famiglie. Uno strumento pensato per offrire ascolto, supporto e orientamento, inserendosi all’interno di un percorso che punta a fare del calcio un luogo di aggregazione positiva e di crescita educativa.
Accanto all’Orlandina Calcio e ad ANSPI Sicilia, il progetto ha visto il coinvolgimento di numerose realtà istituzionali, scolastiche e associative del territorio.
Un ringraziamento particolare è stato rivolto a Renato Mangano per l’organizzazione dell’iniziativa, insieme a Eventi, Velovolevodire e Padre Gaetano Vicario, oltre a Pippo Galipò, Giuseppe Trusso e Adriano Lo Presti per il lavoro dedicato alla memoria storica della società. Importante anche la partecipazione delle scuole di Capo d’Orlando e dei rispettivi dirigenti scolastici — Maria Larissa Bollaci, Maria Ricciardello e Rita Troiani — così come il contributo del Presidente della Pro Loco Salvatore Monastra e delle realtà territoriali del Terzo Settore, tra cui il Circolo Avvenire rappresentato da Marco Bertolami e il Circolo Aurora guidato da Angela Bontempo. Presenti inoltre il Presidente della Lega Siciliana Sandro Morgana, il Sindaco Francesco Ingrillì, numerose autorità civili e sportive e figure di primo piano dello sport italiano come Carmine Coppola, Gianluca Basile e Palmi Fontanot. Particolarmente significativa anche la presenza di S.E. Mons. Guglielmo Giombanco, Vescovo della Diocesi di Patti, che ha celebrato la Santa Messa offrendo all’iniziativa un momento di spiritualità e condivisione.
La sensazione, al termine delle due giornate, è quella di un progetto destinato ad andare oltre la semplice dimensione sportiva. “Un Campo per Crescere” prova infatti a costruire un legame stabile tra scuola, famiglie, associazioni e territorio, utilizzando il calcio come linguaggio comune e come palestra di valori.
Capo d’Orlando ha risposto con entusiasmo e partecipazione, confermando quanto il nome dell’Orlandina continui a rappresentare un punto di riferimento per il territorio. E proprio da questa eredità sportiva e sociale Massimo Romagnoli ha scelto di ripartire, rilanciando una visione in cui il calcio torna ad essere strumento di comunità, responsabilità e futuro.