Un evento pensato per la crescita degli atleti, per il confronto internazionale e per valorizzare la Sicilia attraverso lo sport. Sono questi gli obiettivi del Mediterranean Boxing Tournament 2026, la manifestazione organizzata dall’ASD Calabrese Fighting Team che dal 12 al 20 giugno porterà a Catania pugili provenienti da diverse realtà nazionali e internazionali.
I dettagli saranno illustrati corso della conferenza stampa in programma domani, martedì 9 giugno alle ore 11.00 presso la sede di Sport e Salute, in Corso Sicilia 43 a Catania. Alla presentazione prenderanno parte Vincenzo Calabrese, presidente dell’ASD Calabrese Fighting Team, Giancarlo Ranno, presidente regionale della Federazione Pugilistica Italiana, il presidente del CONI Sicilia Enzo Falzone e il segretario regionale di Sport e Salute Germana Vinci.
Il Mediterranean Boxing Tournament – realizzato con il patrocinio del Comune di Catania – prenderà il via il 12 giugno con una prima fase dedicata agli allenamenti congiunti. La location scelta è l’Hotel Città del Sole di Catania, dove sarà allestito il ring. Ben 147 iscritti provenienti da Italia, Slovenia, Slovacchia, Ucraina, Romania, Kazakistan, Austria, Germania, Rep. Ceca, Croazia e Austria.
Fino al 17 giugno gli atleti saranno impegnati quotidianamente in due sessioni di lavoro, una mattutina e una pomeridiana. La prima sarà dedicata alla preparazione atletica e fisica, mentre la seconda sarà incentrata sul lavoro tecnico specifico a coppie. Un format che rappresenta uno degli aspetti più innovativi dell’intera manifestazione. Se durante la normale attività in palestra un pugile si confronta abitualmente con quattro, cinque o sei compagni dello stesso ambiente e con caratteristiche spesso simili, durante il torneo avrà invece la possibilità di allenarsi continuamente con partner diversi, provenienti da realtà tecniche differenti. Un confronto che consente di ampliare il proprio bagaglio tecnico e accelerare il percorso di crescita sportiva.
Dal 18 giugno entrerà nel vivo la fase agonistica. Gli atleti verranno suddivisi in gruppi omogenei in base a peso, età ed esperienza, fino alla composizione di gironi da quattro pugili. Ogni atleta affronterà tutti gli altri componenti del proprio gruppo, garantendosi così tre incontri nell’arco di tre giorni.
Una formula che si discosta dai tradizionali tornei ad eliminazione diretta e che punta a massimizzare l’esperienza sportiva di ogni partecipante. La classifica finale sarà determinata dal numero di vittorie ottenute. In caso di parità si terrà conto del numero di riprese vinte, successivamente del punteggio complessivo riportato nei cartellini dei giudici e, in ultima istanza, verrà premiato l’atleta più giovane.
«Il Mediterranean Boxing Tournament nasce dalla voglia di realizzare a casa nostra quello che noi tecnici proviamo a fare durante tutto l’anno: creare occasioni di crescita per i nostri atleti», spiega Valeria Calabrese, anima dell’evento e pluricampionessa italiana e mondiale di pugilato. «A un certo punto del percorso sportivo diventa indispensabile il confronto internazionale. Spesso andiamo alla ricerca di tornei all’estero per permettere ai nostri ragazzi di confrontarsi con squadre straniere. Allora ci siamo chiesti: perché non portare le squadre straniere in Sicilia? Da questa domanda è nato tutto».
«Questo evento vuole dimostrare che la Sicilia possiede tutte le qualità necessarie per organizzare manifestazioni sportive di alto livello. Vogliamo far conoscere la nostra terra a chi arriva da altre realtà e, allo stesso tempo, offrire ai nostri ragazzi un’esperienza tecnica e umana straordinaria. Durante la settimana di allenamenti gli atleti avranno la possibilità di confrontarsi con stili e metodologie differenti, un’opportunità che difficilmente si presenta nella normale attività quotidiana».
«Abbiamo scelto di aprire il torneo alle categorie dagli Under 15 agli Under 23 perché vogliamo mostrare concretamente il percorso di crescita di un pugile. Vedere un atleta affrontare il ring a 13 anni, a 15, a 17 o a 23 anni significa comprendere quanto lavoro, sacrificio, disciplina e maturazione ci siano dietro ogni prestazione. È anche un modo per avvicinare il pubblico alla boxe e mostrare quanto questo sport sia vivo, formativo ed emozionante».