Nuoto Catania, futuro incerto dopo una stagione tra dimissioni e tensioni

di Andrea Addezio

Il rispetto per i valori e la tradizione di una realtà storica di un determinato sport dovrebbero prevalere sui desideri dei dirigenti del momento. Tutto questo, purtroppo, sembra non accadere per la Nuoto Catania.

Il club etneo ha chiuso la stagione delle mille contraddizioni con la sconfitta in due partite subita in semifinale playoff contro il Chiavari Nuoto, poi promosso in A1, e il futuro sembra al momento decisamente nebuloso.

Le dimissioni di Giuseppe Dato e le tensioni interne

Un edificio tenuto in piedi dalla passione smisurata per la pallanuoto del tecnico Giuseppe Dato e da uno staff che per anni ha rappresentato l’anima del club ha iniziato a scricchiolare quando, a due giornate dalla fine della regular season, il tecnico ha scelto di rassegnare le irrevocabili dimissioni dopo mesi di continue tensioni.

L’arrivo in panchina del duo Puliafito-Tropea ha compattato il gruppo e ha reso possibile l’approdo alla post season di una squadra che, nelle previsioni della vigilia della stampa specializzata, avrebbe dovuto fare il salto di categoria.

Una serie di addii che alimenta le preoccupazioni

Ad aggravare ulteriormente la situazione la scelta di interrompere il rapporto di collaborazione con il professionista che curava la comunicazione e le dimissioni in blocco dello stesso Puliafito, di una vera e propria anima del sodalizio etneo come il DS Pippo Leonardi, del dirigente Alberto Saglimbene e del preparatore atletico Sebastiano Spina.

Le incognite sul futuro della società

Bisognerà effettuare tutte le verifiche del caso, ma radio vasca sussurra di una situazione economica molto complicata che potrebbe portare al drastico ridimensionamento della squadra con la partenza di buona parte dei giocatori e con un roster composto quasi per intero da atleti provenienti dal settore giovanile.

L’auspicio dei tifosi

L’auspicio degli appassionati, soprattutto di quelli catanesi, è che si tratti di timori preventivi che saranno poi smentiti dai fatti, ma il realistico timore, almeno al momento, è quello di una delle realtà più significative del panorama nazionale costretta a vivere un processo di ridimensionamento senza sapere tutto ciò a dove potrà portare.