Sport

Valentina Finocchiaro, lo spirito tra Rugby e CrossFit

Si continua sulla scia del CrossFit, ci spostiamo a Catania ed incontriamo Valentina Finocchiaro atleta di Rugby e CrossFit, discipline che evidenziano lo spirito combattivo ed audace della nostra ospite di oggi; ma noi siamo riusciti a “beccarla” in un momentodove la sua vita sta per avere un “dolcissimo risvolto romantico”.

Le origini della passione per lo sport

Ciao Valentina, grazie per avermi dato il piacere di incontrarti. Ci racconti da dove nasce la tua passione per lo sport e per il CrossFit in particolare?

«Grazie a te di darmi la possibilità di raccontarmi, sono stata sempre una bambina con tante passioni soprattutto di natura artistica, disegno, ballo, canto vivendo al tempo stesso un clima sportivo segnato da componenti della famiglia. Ho sempre vissuto in qualche modo lo sport grazie a mio padre senza mai provare quell’emozione sulla mia pelle. Dopo il diploma cominciai ad allenarmi un po’ per perdere del peso e per avere una svolta nella vita. Qualche anno dopo nasce la squadra femminile di rugby a messina e decisi di provare, ricordo che finivamo gli allenamenti anche a mezzanotte, dati i problemi logistici.

Volevo provare quella stessa emozione che provava mio padre di cui sono stata sempre profondamente invidiosa, in tempi difficili in cui non c’era niente, il rugby è stato la sua casa. Volevo avere anche io quella sensazione.

Successivamente nacque l’amatori catania ladies, per partecipare al campionato di coppa italia abbiamo cercato di radunare ragazze provenienti da ogni sport e alcune di loro da nessuno sport, il rugby ha dato una chance a ciascuna di noi. Ho vissuto momenti indelebili grazie alle mie compagne e ad una finale di campionato che non dimenticherò mai. Si dice che chi ha vissuto in campo abbia un’altra percezione della vita.

devo dire che la mia ispirazione principale è stato mio padre e mia sorella che da buona compagna di squadra era anche più folle di me. Le nostre domeniche dopo la partita ritornando a casa puzzolenti e felici mi rendevo conto di quanto fortunata fossi e che non era una cosa che tutti potevano capire.

Nell’ultimo anno in cui ho giocato mi sono resa conto che non arrivavo fisicamente e psicologicamente pronta in campo quindi decisi di approcciarmi al crossfit come preparazione atletica, ho avuto subito una bella crescita ed il mio corpo è cambiato totalmente. Nel 2018, durante l’ultima partita di campionato regionale, data la stanchezza tra lavoro, allenamento di giorno e di sera al campo, mi infortuno alla caviglia. Comincio una lunga riabilitazione grazie a un grande professionista che si è accorto per primo che in me stava nascendo la passione per il suo stesso lavoro, il mio preparatore Vincenzo Greco, non era diventata solo la mia riabilitazione ma incuriosita comincio a studiare per conto mio e capire come risolvere gli infortuni grazie all’allenamento.»

La svolta professionale prima dei trent’anni

Quando hai capito che lo sport avrebbe avuto un ruolo preponderante nella Tua vita?

«Prima dei miei 30 anni, subito dopo una dura sessione di allenamento di crossfit, cominciai a piangere, sentivo che il lavoro attuale, non attinente al mondo dello sport, mi stava bruciando l’anima e l’unica cosa che mi faceva sentire viva era allenarmi e dare continuamente prova a me stessa di quello che potevo fare. Cominciai a studiare e prendere le prime certificazione, le mie prime allieve sono state due carissime amiche mie e da lì è stato un crescendo. Far capire alla gente di avere una seconda possibilità allenandosi creando nuovi obiettivi questo era quello che sapevo di voler fare.»

Il legame profondo tra Rugby e CrossFit

Rugby e CrossFit, quali aspetti legano queste due splendide discipline?

«Sicuramente il rugby resta per me sempre l’esempio di come affrontare la vita, in squadra, aiutandosi l’un con l’altro verso un obiettivo che sembra lontano, ti mette a dura prova mentalmente e fisicamente usando la testa, il crossfit è una disciplina individuale ma l’obiettivo finale è quello raccogliere i suoi frutti in gruppo… ti mette in difficoltà dal punto di vista emotivo e fisico, la connessione tra di loro è proprio questa. Il senso del sacrificio, del dovere, della ricerca e connessione con noi stessi, questo è il punto di forza che mi fa provare quasi la stessa emozione.»

Sport alternativi e un pizzico di vanità

Cosa avresti fatto in alternativa

«mi sarebbe piaciuto fare ginnastica, lo vedo come sport più militaresco in assoluto.»

Adesso mi permetto una piccola provocazione, così come faccio con tutte le altre atlete intervistate, si dice che lo sportivo è vanitoso già di sé, ti riconosci in questo “principio”?

«Certo! Un pizzico di vanità appartiene da sempre allo sportivo e devo dire che anche io mi sento un po’ vanitosa nonostante tutto il giorno non sia il mio primo pensiero. Principalmente penso ad arrivare sempre davanti alle persone che alleno prima di tutto con la mente e non con l’estetica, cerco appunto di essere il primo esempio per i miei allievi a cui dico non allenarsi principalmente per l’aspetto estetico ma per una condizione mentale, lo sport è meditazione e tutti ne abbiamo bisogno.»

Le tue parole sono significative e si spiega il perché sei così apprezzata, penso che questo ti regala soddisfazione.

«Sono soddisfatta di quello che ho fatto fin ora anche perché credo che in passato molti non hanno dato molta credibilità a riguardo. Ovviamente spero di poter crescere sempre di più facendo molti più studi ed esperienze poiché il mio obiettivo è diventare un preparatore atletico per una squadra di rugby soprattutto.»

I fiori d’arancio e la vita di tutti i giorni

A proposito, grazie ad Instagram ci siamo accorti che sei reduce da un viaggio di sole “Fimmini” e non è stata la classica vacanza con le amiche, ma una trasferta dal profumo complesso ed inebriante tipico dei fiori d’arancio. Andando al sodo ti stai per sposare! Sappiamo che il “tuo Lui”, come Te è uno sportivo DOC; quindi, possiamo dedurre che il vostro è un amore nato sulle note dei muscle up!?

«Eh già, ma il nostro amore nasce ancora prima del crossfit, sempre in palestra molti anni fa, anche qui lo sport unisce e nel nostro caso il crossfit ci rende ancora più uniti.»

Competeresti con atlete che provengono da altri sport?

«Sarebbe una cosa divertente solo se fosse equa in senso fisico.»

Raccontaci le tue giornate tipo, i tuoi hobby, cioè parlaci un po’ di te

«Le mie giornate iniziano molto presto, cerco di allenarmi mattina presto per poter fare poi le lezioni di personal, lavoro anche in uno studio medico, cerco di incastrare il tutto tra una palestra e l’altra. Nel tardo pomeriggio svolgo lezioni di gruppo di crossfit, ho visto tanti cambiamenti in loro anche da gente che non sapeva nemmeno accendere un tapis roulant, ecco che cosa intendo per seconde possibilità, la gente avere qualcuno che gli dimostri che si può fare tutto se lo vogliamo.

Quando rientro poi la sera comincio a preparare i pasti anche per il giorno dopo, un po’ come la vita di un militare, ma la disciplina è importante ti rende organizzato sempre lucido e professionale.»

Uno sguardo verso il futuro

Cosa immagini nel Tuo futuro

«Questa è la domanda più difficile, non so bene cosa immaginare, sto cercando di costruire ogni giorno un mattoncino alla volta non sapendo cosa ne diverrà, più che immaginare io vorrei realmente che questo lavoro mi possa portare sempre di più ad avere soddisfazioni ancora più grandi, mi piacerebbe continuare a studiare e confrontarmi anche con molti atleti, riuscire a far emergere qualcuno che con tanti sacrifici sudore e fatica riesce a dare il meglio di sé. Mi vedo come un preparatore atletico ma anche come quel coach che c ‘è sempre a sostenerti durante una qualsiasi lotta!»

Share
Published by
Cristiano Runza