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Volley – Diario VNL Azzurre | Velasco allarga l’orizzonte, l’Italia non smette di vincere

Due partite, due vittorie, cinque successi nelle prime sei gare di Volleyball Nations League. Nelle Filippine le azzurre superano Repubblica Ceca e Serbia, ma la notizia più interessante arriva forse da un’altra direzione: l’Italia continua a vincere mentre amplia il proprio patrimonio tecnico, inserisce nuove protagoniste e recupera tasselli importanti in vista dell’estate

PALERMO – Sarah Fahr ritrova il centro della rete azzurra. Josephina Obossa scopre l’emozione del debutto. Ilenia Moro accumula esperienza. Stella Nervini continua a guadagnarsi spazio.

Intanto, l’Italia vince.

È forse questa la sintesi più efficace delle prime due giornate di Pasig City, dove la Nazionale di Julio Velasco ha superato Repubblica Ceca e Serbia confermando una caratteristica che sta accompagnando questa Volleyball Nations League: la capacità di rinnovarsi senza perdere competitività.

Probabilmente, è proprio questo l’aspetto che più soddisfa Julio Velasco.

Fahr e Obossa, due storie diverse che si incontrano

La gara contro la Repubblica Ceca ha avuto il sapore delle nuove opportunità.

Da una parte il ritorno di Sarah Fahr, una delle protagoniste degli ultimi successi azzurri. Dall’altra l’esordio assoluto di Josephina Obossa, chiamata a confrontarsi per la prima volta con il palcoscenico internazionale.

Due percorsi diversi che si sono incrociati nello stesso pomeriggio.

Fahr ha riportato immediatamente in campo quella presenza che l’ha resa negli anni una delle centrali più affidabili del panorama internazionale. Muri, primi tempi, letture e la sensazione di una giocatrice che non abbia mai davvero lasciato il gruppo.

Obossa, invece, ha vissuto una giornata che difficilmente dimenticherà. Nove punti, personalità e soprattutto la serenità di chi ha scelto di vivere il proprio esordio senza farsi schiacciare dall’emozione.

Non pensavo che sarebbe successo mai“, ha raccontato a fine gara. Una frase semplice, forse la più bella dell’intera giornata, perché restituisce il senso autentico di un percorso costruito nel tempo.

Attorno a loro l’Italia ha fatto ciò che ormai le riesce con naturalezza: restare dentro la partita.

La Repubblica Ceca ha provato più volte a rientrare nel match, ma le azzurre hanno sempre trovato una soluzione. Una difesa, un’accelerazione, una giocata.

Il 3-0 finale (25-18, 25-21, 25-22) traccia il segno con la stilografica – fatto di inchiostro e solco nuovo – su una squadra che sa soffrire senza perdere equilibrio.

La Serbia e quei due set che fanno crescere

Se la Repubblica Ceca ha rappresentato una conferma, la Serbia è stata una lezione.

Per due set l’Italia ha dominato.

Le azzurre hanno attaccato bene, murato meglio e controllato il ritmo della partita con una sicurezza che sembrava lasciare pochi margini alle avversarie. I parziali di 25-14 e 25-15 contengono la chiarezza di quanto si fosse vista in campo la differenza tra le due squadre.

Poi, qualcosa è cambiato.

La Serbia ha aumentato l’intensità, ha trovato nuove soluzioni attraverso la panchina e ha iniziato a credere nella rimonta.

L’Italia, invece, ha perso qualche certezza.

Sono stati probabilmente i momenti più utili dell’intera settimana.

Perché è semplice giocare bene quando tutto funziona. Molto più complicato è ritrovare ordine e lucidità quando l’inerzia gira dall’altra parte.

Le azzurre hanno dovuto impararlo in corsa.

Hanno perso il terzo e il quarto set, si sono ritrovate dentro una partita completamente diversa e hanno dovuto ricominciare da capo.

Ed è proprio lì che è emersa la maturità del gruppo.

Nel tie-break sono tornate fuori le giocate di Antropova, il peso specifico di Nwakalor al centro della rete, la personalità di Obossa e la capacità di Carlotta Cambi di rimettere ordine nei momenti più delicati.

Il 15-12 finale non vale soltanto una vittoria.

Vale la dimostrazione che questa squadra sa ancora trovare risorse quando la partita diventa complicata.

Le risposte che cercava Velasco

Probabilmente Julio Velasco guarda questi giorni con occhi diversi rispetto a quelli della classifica.

Le vittorie contano. Sempre.

Ma in questa fase della stagione conta forse ancora di più capire su quali giocatrici poter contare nei mesi che porteranno ai grandi appuntamenti internazionali.

Da questo punto di vista le risposte non sono mancate.

Fahr è tornata.

Obossa ha mostrato di poter stare a questo livello.

Nwakalor continua a crescere.

Nervini conferma affidabilità e personalità.

Moro sta accumulando esperienza.

Antropova continua a rappresentare una certezza offensiva.

In altre parole, l’orizzonte dell’Italia si sta allargando.

Adesso arrivano gli Stati Uniti

Archiviato il doppio successo nelle Filippine, le azzurre si preparano ad affrontare uno degli esami più interessanti dell’intera fase intercontinentale.

Dall’altra parte della rete ci saranno gli Stati Uniti, squadra fisica, profonda e reduce da due vittorie nette contro Repubblica Dominicana e Repubblica Ceca.

Negli ultimi anni, però, i precedenti raccontano una storia favorevole all’Italia.

Le azzurre hanno battuto le americane nelle ultime cinque sfide disputate, comprese le eliminazioni nelle Finals di Volleyball Nations League e la Finale Olimpica di Parigi 2024.

Ma al di là del risultato, la sfida offrirà un’altra occasione per misurare il percorso di crescita di questo gruppo.

Perché la sensazione che arriva da Pasig City è chiara.

Mentre la classifica continua a sorridere, Velasco sta facendo qualcosa di ancora più importante: sta “costruendo” senza compromettere il presente.

Ed è forse questa la notizia migliore che l’Italia possa portarsi a casa da questa Volleyball Nations League.

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Published by
Domenico Abbriano