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Ciclismo in lutto per Adele. Il grido d’allarme di Dagnoni: “Basta carneficina sulle strade, servono fatti”

La tragica scomparsa della giovane Adele ha sconvolto profondamente il mondo delle due ruote, sollevando un’ondata di dolore e indignazione che arriva fino ai vertici federali. A farsi portavoce del dramma è il presidente della Federazione Ciclistica Italiana, Cordiano Dagnoni, che ha espresso il proprio profondo cordoglio stringendosi attorno ai familiari, alla società Asd Bike Movement Trentino Erbe e a tutto il movimento ciclistico nazionale.

Il duro attacco alle Istituzioni

Alla sofferenza per la perdita, si unisce però una durissima presa di posizione del numero uno della FCI, che trasforma il lutto in un severo atto di accusa contro l’insicurezza stradale:

“Siamo sgomenti e addolorati, ma è arrivato il momento di lanciare un grido d’allarme che non può più essere ignorato. Da presidente della Federazione mi rivolgo direttamente alle Istituzioni: bisogna passare immediatamente dalle parole alle azioni concrete. Questa carneficina sulle nostre strade deve finire.

Le conseguenze sul ciclismo giovanile

Dagnoni ha poi evidenziato come l’intero movimento stia subendo danni collaterali pesantissimi, che rischiano di compromettere il futuro stesso di questa disciplina in Italia, colpendo soprattutto i più piccoli:

“Il prezzo che stiamo pagando è altissimo, sotto ogni punto di vista. Oltre al dolore incalcolabile per le vite spezzate, la Federazione si trova a fare i conti con l’impennata dei costi assicurativi e con un freno drammatico alle attività di promozione giovanile. Le famiglie hanno paura. La sicurezza di chi va in bicicletta non può più essere un optional, deve diventare una priorità assoluta dello Stato.”

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Redazione