Dal 23 al 26 giugno l’ultimo stage a Roma prima della partenza per la rassegna continentale in Portogallo. La Nazionale di Vincenzo Fanizza arriva all’appuntamento con gli argenti al collo, conquistati agli Europei 2024 e ai Mondiali 2025. Nello staff azzurro anche il messinese Giuseppe Venuto, team manager della rappresentativa italiana
PALERMO – Due medaglie d’argento possono raccontare una sconfitta. Oppure un percorso.
La Nazionale Under 22 maschile sceglie la seconda lettura. Dopo l’Europeo sfumato al tie-break contro la Francia nell’estate 2024 e il secondo posto mondiale conquistato in Cina nel 2025, gli azzurrini guidati da Vincenzo Fanizza si preparano a vivere un nuovo capitolo della propria crescita. Dal 23 al 26 giugno il gruppo si ritroverà al Centro di Preparazione Olimpica “Giulio Onesti” di Roma per l’ultimo stage prima della partenza verso Albufeira, in Portogallo, sede dei Campionati Europei in programma dal 29 giugno al 4 luglio.
Nel gruppo che insegue una nuova medaglia c’è anche un pezzo di Sicilia. A ricoprire il ruolo di team manager sarà infatti il messinese Giuseppe Venuto, presenza consolidata all’interno delle attività federali giovanili e figura di riferimento nell’organizzazione quotidiana della Nazionale.
Il percorso che accompagna questa Under 22 nasce da lontano.
Nell’estate 2024, ad Apeldoorn, l’Italia arrivò a un passo dal titolo continentale. Contro la Francia, gli azzurri si ritrovarono sotto di due set, riuscirono a riaprire una finale che sembrava compromessa e arrivarono a giocarsi tutto in un tie-break entrato nella memoria del volley giovanile italiano. Finì 20-22 dopo una battaglia sportiva durata cinque set e dopo cinque match point non concretizzati dagli uomini di Fanizza.
Una sconfitta dolorosa, ma anche la conferma della competitività di una generazione capace di confrontarsi alla pari con le migliori scuole europee.
Dodici mesi dopo arrivò un’altra medaglia. In Cina, ai Campionati Mondiali Under 21 del 2025, l’Italia conquistò un prezioso argento che consolidò ulteriormente il lavoro svolto dal settore giovanile maschile.
Due finali internazionali consecutive non rappresentano un episodio. Raccontano invece un percorso tecnico e culturale costruito negli anni.
In Portogallo gli Azzurrini proveranno a “cambiare” il colore della medaglia al collo
Al centro di questo progetto continua a esserci Vincenzo Fanizza.
Entrato negli staff delle Nazionali giovanili nel 2018 e oggi direttore tecnico del settore maschile, il tecnico pugliese è diventato il filo conduttore di una realtà che negli ultimi anni ha saputo portare l’Italia stabilmente tra le protagoniste delle principali manifestazioni internazionali.
Il Direttore Tecnico Vincenzo Fanizza
Anche quest’anno il lavoro è partito da Camigliatello Silano, diventata ormai la casa estiva delle Nazionali giovanili maschili. La località calabrese ha ospitato i primi raduni, i collegiali e le amichevoli che hanno accompagnato l’avvicinamento all’Europeo.
Un progetto che coinvolge contemporaneamente Under 17, Under 18, Under 19, Under 22 e il gruppo dei Giochi del Mediterraneo, trasformando il Palazzetto “Giordanello” in un vero centro federale dedicato alla crescita dei giovani talenti.
Il percorso di preparazione ha fornito indicazioni interessanti.
L’Italia ha aperto l’estate superando due volte il Kosovo con altrettanti successi per 3-0. Successivamente sono arrivate le due sfide contro la Tunisia senior, squadra più esperta e fisicamente strutturata.
Nel primo confronto gli azzurrini si sono imposti 3-1 mostrando personalità nei momenti decisivi del match. Nel secondo test è invece arrivata una sconfitta per 3-0 che ha evidenziato aspetti ancora da migliorare, soprattutto nella gestione dei momenti di difficoltà e nella continuità di rendimento.
Risultati che, a poche settimane dall’Europeo, assumono soprattutto il valore di strumenti di crescita. Più che il punteggio, interessava verificare la tenuta del sistema di gioco e la risposta del gruppo contro avversari di livello internazionale.
Tra i nomi maggiormente osservati figurano quelli di Diego Frascio, Manuel Hristov Zlatanov, Leonardo Gabriel Sandu, Lorenzo Magliano e degli altri protagonisti di una generazione che continua a rappresentare uno dei patrimoni più interessanti della pallavolo italiana.
Ad Albufeira l’Italia troverà subito avversari di alto profilo.
Gli azzurri sono stati inseriti nella Pool II insieme alla Francia campione d’Europa in carica, alla Bulgaria e alla Repubblica Ceca. Nell’altro raggruppamento figurano invece Portogallo, Polonia, Ucraina e Israele.
Una formula che non concede margini di errore. Soltanto le prime due classificate di ciascun girone accederanno alle semifinali e ogni partita potrà risultare decisiva per il passaggio del turno.
La sfida con la Francia assume inevitabilmente un significato particolare. Non soltanto per il valore tecnico dei transalpini, ma anche per quel tie-break di Apeldoorn che ancora oggi rappresenta una delle immagini più forti del recente percorso azzurro.
Lo stage di Roma servirà ora a definire gli ultimi dettagli.
Fanizza ha convocato Bryan Argilagos, Alessandro Benacchio, Davide Boschini, Leonardo Gabriel Sandu, Stefano Cappadona, Gioele Costa, Marco Fedrici, Diego Frascio, Hryhorii Khotsevitch, Luca Loreti, Lorenzo Magliano, Gabriele Mariani, Flavio Morazzini, Pardo Mati, Gioele Adeola Taiwo e Manuel Hristov Zlatanov.
Da questo gruppo nascerà l’Italia che proverà a salire un gradino più in alto rispetto agli ultimi due grandi appuntamenti internazionali.
Perché gli argenti conquistati tra Europa e Mondiale hanno certificato il valore di questa generazione.
Adesso, però, per gli azzurrini è arrivato il momento di provare a trasformare una splendida continuità in qualcosa di ancora più prezioso.
Peppe Venuto è stato anche Direttore Sportivo e General Manager di Akademia Sant’Anna
Lo dicevamo nell’incipit. Nello staff azzurro ci sarà un pezzo di Messina: il team manager Giuseppe Venuto, già Direttore Sportivo prima e General Manager poi di Akademia Sant’Anna, società di serie A2 femminile. Il suo resta un incarico spesso poco visibile all’esterno ma fondamentale nella gestione quotidiana del gruppo, nell’organizzazione logistica e nel supporto costante ad atleti e staff tecnico durante raduni e competizioni internazionali.
Anche attraverso professionalità come la sua passa la crescita delle Nazionali giovanili italiane.
Photo credits: @federvolley