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Tragedia Pioppo, parla il compagno di Mirela Rusu, “Un atto insensato, vite spezzate”

«Dietro a un ciclista ci sono genitori, figli, mamme, papà, vite spezzate. Per cosa? Per qualche minuto in più?». Andrea Calandra trova la forza di parlare ai microfoni di TGR e lancia un appello disperato dopo la tragedia di ieri mattina a Pioppo, frazione di Monreale, costata la vita alla sua compagna, la quarantunenne Mirela Nicoletta Rusu (inizialmente indicata come 38enne). Un’uscita domenicale di routine si è trasformata in un incubo improvviso: «Siamo partiti, il classico caffè con gli amici, eravamo in tre», racconta l’uomo, un istruttore di mountain bike di grande esperienza che apriva la fila del gruppo, seguito da Mirela e da un altro amico.

Mentre la comunità si stringe attorno al dolore della famiglia, sul fronte giudiziario si è arrivati a una svolta immediata: il conducente della Fiat 500L, un uomo di 38 anni (G.L.), è stato posto in stato di fermo con la pesante accusa di omicidio stradale.

La dinamica nel racconto del compagno: «Un’acceleratezza insensata»

I rilievi effettuati sul posto dagli inquirenti trovano una drammatica conferma nelle parole di Calandra, testimone oculare del disastro. L’automobilista avrebbe tentato un sorpasso azzardato di ben tre auto in un tratto protetto da doppia linea continua, dove vige il divieto assoluto di superamento, procedendo a una velocità di molto superiore al limite di 30 km/h previsto in quel punto.

«Tutto d’un tratto questa macchina ha fatto un sorpasso a tre, è stato impossibile evitarlo — ricorda Andrea Calandra sotto shock —. L’urto è stato violentissimo, dietro non c’era più niente. È stata una frazione di secondi, mi dovete credere. Ho sentito il botto. Io non so perché sono qui, la mia compagna non c’è più. È stato un atto insensato. Per cosa poi? La premura di cosa? Ci univa la passione per il ciclismo e tante altre cose, avevamo tanti progetti insieme».

L’impatto frontale non ha lasciato scampo a Mirela Rusu, morta sul colpo. Il terzo ciclista del gruppo ha riportato la frattura di una spalla, mentre Calandra è rimasto miracolosamente illeso. Dopo lo scontro, il guidatore della vettura non è scappato: si è fermato alcune decine di metri più avanti ed è risultato negativo all’alcol test. Il veicolo è stato posto sotto sequestro.

FederCiclismo si costituirà parte civile

La tragedia ha sollevato un’ondata di indignazione e dolore nel mondo dello sport isolano. FederCiclismo Sicilia ha già annunciato che si costituirà parte civile al processo per l’omicidio stradale della donna, unendosi alla battaglia per la sicurezza stradale e la tutela di chi pedala.

I cicloamatori palermitani ricorderanno Mirela domani, martedì 23 giugno: la camera ardente sarà aperta dalle 10:00 alle 18:00 presso la chiesa ortodossa di piazza San Vito a Palermo. Al termine della funzione, una lunga scorta di biciclette accompagnerà il feretro in un corteo simbolico fino al Porto di Palermo.

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Redazione