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Light Revolution Summer Camp 2026, trionfo di fair play a Catania

Un verdetto sportivo perfettamente bilanciato sul tatami e una scelta di grande spessore umano fuori dal quadrato. Va in archivio con un potente messaggio di condivisione e amicizia la terza edizione del Light Revolution Summer Camp, la kermesse internazionale di kickboxing organizzata dal Revolution Team in sinergia con Federkombat Sicilia e supportata dal patrocinio del Comune di Catania.

Per una settimana intera il capoluogo etneo si è trasformato nella capitale della disciplina a livello globale, accogliendo atleti e staff tecnici provenienti da ben cinque nazioni: Italia, Polonia, Norvegia, Algeria e Marocco. I partecipanti hanno affrontato una fitta agenda di stage formativi dislocati tra la spiaggia della Plaia, il Boschetto della Plaia e le strutture del PalaFijlkam.

Il triangolare sul tatami e il grande gesto di sportività

Il momento più atteso del camp è stato il tradizionale torneo amichevole di Light Contact, un triangolare che ha messo di fronte le selezioni di Polonia, Italia e Sicilia. I nove match disputati hanno messo in luce un tasso tecnico elevatissimo. Sul quadrato si sono dati battaglia interpreti di caratura mondiale:

  • Polonia: Natalia Kowalska, Krystian Kowalski e Pola Stołowska.

  • Italia: Syria Coco, Samuele Simondi e l’iridata Germana Bonanno Conti.

  • Sicilia: Giada Di Franco, Salvatore Russo ed Elena Tombini.

La competizione ha regalato sfide equilibrate, tanto da chiudersi con un clamoroso pareggio perfetto: due vittorie a testa per ciascuna rappresentativa. Di fronte allo stallo, gli organizzatori, i tecnici e gli atleti hanno fatto prevalere i veri valori dello sport. Con un accordo unanime, la Polonia è stata dichiarata vincitrice del torneo in segno di ospitalità. Il secondo posto è andato all’Italia, mentre la Sicilia, nel ruolo di delegazione ospitante, ha accettato simbolicamente il terzo gradino del podio, scatenando gli applausi del pubblico presente.

Le voci dei protagonisti

L’entusiasmo di Damiano Tramontana fotografa al meglio lo spirito dell’evento:

“Questo camp mi ha regalato enormi soddisfazioni umane prima ancora che sportive. Abbiamo creato ponti culturali tra ragazzi polacchi, norvegesi e algerini, lavorando solo per pura passione. Quando abbiamo preso atto della parità nei punteggi, non abbiamo avuto dubbi: da siciliani conosciamo il valore dell’accoglienza e volevamo che i nostri ospiti stranieri portassero a casa il ricordo più bello. Ora guardo avanti: voglio difendere il mio titolo mondiale e dare la caccia alla cintura iridata nel Total Combat, dopo l’ottimo esordio per KO”.

Anche Manuel Nordio evidenzia la crescita del progetto:

“La vocazione internazionale del Summer Camp si consolida anno dopo anno. Per la prima volta abbiamo aperto le porte all’Africa con Algeria e Marocco, e molte altre nazioni non sono potute venire solo per rallentamenti burocratici legati ai visti. L’esperienza maturata negli Emirati Arabi mi insegna che l’Italia è un faro tecnico, ma all’estero esistono strutture manageriali avanzate da cui dobbiamo trarre ispirazione per migliorarci”.

Il valore pedagogico delle giornate catanesi viene rimarcato da Ivan Sciolla, tecnico della Nazionale italiana:

“Vedere i ragazzi faticare con il sorriso è la vittoria più bella. La kickboxing insegna a darsi battaglia in gara e ad abbracciarsi subito dopo. Qui nascono legami duraturi. Con Damiano e Manuel c’è una vecchia amicizia nata quando eravamo atleti in Nazionale, ed è stupendo portarla avanti oggi come tecnici per far crescere questo camp”.

Il plauso istituzionale

A suggellare il successo della kermesse sono arrivate le parole del presidente di Federkombat Sicilia, il maestro Carmelo Strano, che ha voluto tributare un ringraziamento speciale al PalaFijlkam (rappresentato dal direttore Salvatore Campanella) e al consigliere Piermaria Capuana per il costante supporto politico e logistico garantito all’evento (entrambi premiati con un riconoscimento ufficiale):

“Il Light Revolution Summer Camp ha dimostrato una maturità organizzativa eccellente. Ma il vero punto di forza è la trasmissione dei valori sani della kickboxing. Il gesto di fair play finale esprime appieno il significato di rispetto e condivisione che la nostra disciplina porta con sé. Complimenti a tutto lo staff e alle delegazioni per questa splendida pagina di sport”.

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Redazione