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Valerio Antonini rompe con la città, ritira le squadre e accusa le istituzioni di estorsione

Un addio al veleno, destinato a cancellare con un colpo di spugna il calcio e il basket professionistico dalla città. Con un durissimo monologo fiume affidato ai canali social, il presidente di Sport Invest, Valerio Antonini, ha annunciato il disimpegno totale da Trapani, il trasferimento dei titoli sportivi fuori dalla provincia e l’avvio di una battaglia legale senza precedenti contro le amministrazioni locali.

Dagli Stati Uniti, dove si trova per curare un pre-IPO da 40 milioni di euro finalizzato alla quotazione in borsa del suo gruppo, il patron granata ha sparato a zero sul Comune e sul Libero Consorzio, parlando apertamente di “guerra politica” e arrivando a formalizzare denunce per estorsione presso le Procure di Trapani e Palermo.

Lo stadio Provinciale: la goccia che fa traboccare il vaso

Il punto di non ritorno è legato alla gestione e alla concessione dello Stadio Provinciale. Antonini rivendica con orgoglio un investimento privato da circa 3 milioni di euro per riqualificare un impianto definito “fatiscente e abbandonato”. Un investimento che l’imprenditore aveva pianificato sulla base di una promessa di concessione decennale strappata all’ex magistrato e commissario Cerami, prima della sua prematura scomparsa.

La realtà ereditata dalla burocrazia locale è stata però diversa. Antonini accusa gli enti di aver prima raddoppiato il canone annuo (portandolo da 130 a 260 mila euro) e, infine, di aver inviato tramite posta certificata un’ultima, inaccettabile proposta contrattuale.

Secondo quanto denunciato dal patron, il Libero Consorzio avrebbe posto tre condizioni capestro per l’uso della struttura:

Il pagamento preventivo di utenze retroattive, non meglio quantificate ma stimate dai mediatori intorno ai 200.000 euro (comprendenti anche morosità di gestioni precedenti).

L’uso dello stadio limitato esclusivamente ai giorni di gara, con il divieto di qualsiasi altra attività collaterale e con la necessità di autorizzazioni specifiche persino per gli allenamenti.

Un tariffario da 1.000 euro al giorno per ogni singolo utilizzo, quantificando di fatto un costo annuo potenziale di 365.000 euro.

“Un ricatto inaccettabile, una vera e propria estorsione perpetrata tramite lettere scritte e minacce”, ha tuonato Antonini. “Vanno avanti con il contenzioso legale pensando di avere davanti un super coglione. Mi sento umiliato come cittadino onorario di Trapani”.

Il verdetto: il Trapani Calcio si iscrive, ma fuori città

Nonostante la rottura, Antonini ha confermato di aver firmato, pochi minuti prima del suo intervento, la regolarizzazione dei pagamenti, dei bonifici e degli incentivi all’esodo necessari per garantire il futuro del club. Il Trapani Calcio è ufficialmente iscritto al prossimo campionato di Serie D, ma non giocherà a Trapani.

La società è stata registrata in un altro comune della Sicilia. Venerdì prossimo, una volta ratificata l’iscrizione da parte della Lega Nazionale Dilettanti, verrà svelata la nuova sede calcistica della squadra.

Addio al basket e sequestro dei titoli: “Me li porto alla tomba”

Lo scenario si fa ancora più drastico in vista dei ricorsi amministrativi fissati dopo il 16 luglio. Antonini si dice matematicamente certo di vincere le battaglie legali per la riammissione in Serie C del calcio e, soprattutto, in Serie A della Trapani Shark nel basket (esclusa, a suo dire, in modo del tutto illegittimo dai vertici della pallacanestro nazionale).

Tuttavia, anche in caso di vittoria nei tribunali sportivi, il verdetto per la piazza granata resta definitivo:

“Comunico ufficialmente che se otterremo la riammissione nei massimi campionati, nessuna partita sarà mai più giocata a Trapani finché sarò in vita. Mi porterò i titoli con me. Se non potrò spostarli, farò come Bandecchi a Terni: me li porterò fino alla tomba”.

Per chi volesse rilevare il Trapani Calcio, il patron ha già fissato il prezzo, definendolo “non negoziabile”: 2 milioni di euro per il titolo in Serie D, che saliranno a 4 o 4,5 milioni in caso di riammissione in Serie C.

Guerra totale in tribunale e appello alla Magistratura

L’addio di Antonini non sarà pacifico. Oltre alle denunce penali per estorsione, lo studio legale romano dell’imprenditore sta preparando esposti alla Corte dei Conti (sia a Roma che in Sicilia) per danno erariale. Nella prossima settimana verrà inoltre presentata una memoria integrativa per chiedere i danni derivanti dalla mancata possibilità di fare abbonamenti, biglietti e sponsorizzazioni a Trapani, per una cifra non inferiore al milione di euro.

Le azioni legali non colpiranno solo i bilanci pubblici, ma punteranno alla responsabilità civile e penale personale dei singoli firmatari dei provvedimenti e dei rappresentanti politici locali, tra cui figurano i nomi di Salvatore Quinci, Antonino Gandolfo, Giacomo Tranchita e Orazio Amenta.

L’intervento del patron si chiude, oltre ai ringraziamenti a coloro che hanno sempre creduto in lui, tifosi compresi, con un accorato e drammatico appello alla magistratura sana di Trapani e Palermo: “A Trapani esiste un sistema di corruzione complesso che ha messo le mani sui beni e sui soldi pubblici. Chiedo ai magistrati di intervenire, di smantellare questa piovra e di ripristinare la legge. Fatelo per l’interesse della comunità, non per Valerio Antonini che a Trapani non tornerà più”.

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Redazione