La capolista Palermo prova la fuga, va alla sosta a +2 su Mantova e Sudtirol

di Valentino Sucato

Il Palermo può godersi la lunga sosta per le Nazionali guardando tutti dall’alto. Il successo in rimonta per 2-1 contro il Padova, firmato dalla doppietta di Dominic Vavassori, assume ancora più valore alla luce dei risultati maturati nelle altre gare della quinta giornata. Il Südtirol ha risposto con il netto 4-1 sul campo dell’Arezzo, mentre il Mantova è stato fermato in casa sul 2-2 dal Pisa.

Due punti di vantaggio dopo cinque giornate

Due lunghezze di margine dopo appena cinque giornate non possono naturalmente essere considerate una fuga vera e propria. Il campionato è ancora nella sua fase iniziale e la Serie B, per tradizione può modificare rapidamente gerarchie, equilibri e distacchi. Ma quello del Palermo comincia ad assumere i contorni di un primo tentativo di allungare sul gruppo, soprattutto perché accompagnato da numeri e continuità che vanno ben oltre la semplice posizione in classifica.

Palermo, compattezza e cinismo

Cinque giornate, quattro vittorie, un pareggio, 13 punti sui 15 disponibili. Il Palermo non ha ancora perso e, secondo i dati raccolti, ha realizzato la migliore partenza della propria storia in Serie B. Il confronto con la scorsa stagione è significativo. Dopo cinque giornate la squadra di Inzaghi aveva raccolto 11 punti, attraverso tre vittorie e due pareggi. Adesso sono due in più. E soprattutto il Palermo arriva alla prima lunga interruzione del campionato da capolista solitaria.

Che sorpresa gli altoatesini!

Il Südtirol ha mandato un segnale particolarmente forte vincendo 4-1 ad Arezzo e raggiungendo quota 11. Il Mantova aveva invece la possibilità di restare ancora attaccato ai rosanero ma contro il Pisa ha raccolto soltanto un punto: Gliozzi ha aperto la partita, Pittarello ha pareggiato e Moreo ha completato la rimonta pisana, prima che Vlahovic, in pieno recupero, salvasse il Mantova per il definitivo 2-2.

In casa rosanero si predica umiltà!

Più che parlare già di fuga, quindi, è corretto parlare di una prima selezione che il Palermo sta provando a imporre nella parte alta della classifica. Un primato costruito anche vincendo le partite dove non tutto funziona bene al 100%. Ed è probabilmente questo l’aspetto più interessante emerso contro il Padova. Il Palermo non ha disputato la sua partita più brillante. Anzi. Per lunghi tratti la formazione di Inzaghi ha faticato nella costruzione, è stata imbrigliata dall’organizzazione degli avversari e per la seconda gara consecutiva, dopo quella del Partenio contro l’Avellino, si è ritrovata in svantaggio. Sono bastati sei minuti al Padova per colpire con Pastina. L’avvio ha sorpreso una squadra rosanero meno aggressiva del solito. Calabrò aveva preparato la partita puntando su un centrocampo fisico, con l’obiettivo di reggere i duelli contro Ranocchia, Segre e Palumbo e limitare i rifornimenti verso Pohjanpalo. La strategia ha funzionato soprattutto nella prima parte. Lo stesso Inzaghi non ha nascosto le difficoltà: “Non siamo partiti come sempre”. Il tecnico avrebbe voluto vedere una squadra differente e ha riconosciuto il disordine iniziale e le difficoltà provocate anche dalla marcatura predisposta su Ranocchia.

Vavassori, già nel cuore dei tifosi

Se c’è un volto della quinta giornata rosanero è inevitabilmente quello di Dominic Vavassori. “Emozione incredibile, davanti al nostro pubblico”, ha raccontato dopo la partita. Ma nelle sue dichiarazioni c’è soprattutto una frase che fotografa la convinzione che sta maturando all’interno dello spogliatoio: “Noi ci siamo sempre, anche quando sembriamo fuori dai giochi. Chiunque deve stare attento quando gioca contro di noi”. Inzaghi ha confermato la crescita dell’attaccante: “Vavassori è bravo, sta facendo quello che sapevamo potesse fare, sta crescendo gara dopo gara”. Non è soltanto la doppietta a interessare. È la capacità del Palermo di trovare protagonisti differenti e di ottenere risposte anche da chi, inizialmente, poteva non essere considerato una prima scelta assoluta.

Inzaghi e una panchina che comincia a pesare

La gara contro il Padova ha offerto un’altra indicazione: lla forza dell’organico. Inzaghi ha voluto sottolineare in particolare le prestazioni di Magnani e Gomes, giocatori utilizzati meno di altri ma capaci di rispondere quando chiamati in causa. Estevez, nelle parole dell’allenatore, è ormai «una certezza». Gabrielloni ha invece inciso direttamente nell’azione del secondo gol. È un elemento che potrebbe diventare determinante con il procedere della stagione. Inzaghi, però, tiene il freno tirato sull’entusiasmo: “Non abbiamo fatto ancora nulla”. Il tecnico sa che 13 punti dopo cinque giornate rappresentano un avvio eccellente, non un traguardo. E proprio la partita contro il Padova gli consegna materiale sul quale lavorare durante la sosta: velocità della costruzione, approccio iniziale e capacità di uscire dalle marcature aggressive degli avversari.

Un Palermo imperfetto vince ma deve ancora migliorare

Il Barbera è diventato davvero un fortino.C’è poi un numero che probabilmente racconta meglio di tutti il cambiamento avvenuto sotto Inzaghi. Il Palermo è arrivato a 16 partite interne consecutive senza sconfitte: 15 vittorie e un solo pareggio. L’ultima squadra capace di espugnare il Barbera è stata il Monza, il 28 ottobre 2025. Una trasformazione che lo stesso allenatore ha voluto sottolineare. In passato si parlava della pressione del Barbera come di una difficoltà per il Palermo; adesso, ha osservato Inzaghi, è diventato un problema per gli avversari. Ed è un fattore tutt’altro che secondario in un campionato lungo. Costruire una candidatura alle prime posizioni significa soprattutto ridurre al minimo i punti lasciati per strada in casa. Da questo punto di vista, il Palermo ha costruito una continuità impressionante.

Con Fortin è difficile perforare il…fortino rosanero

Tra i protagonisti dell’inizio di stagione c’è anche Fortin. Il giovane portiere ha raccontato di essere arrivato a Palermo «a luci spente», inizialmente con il ruolo di secondo, considerando già quell’opportunità importante per la propria crescita. Le circostanze gli hanno poi aperto spazio e le prestazioni gli hanno permesso di rispondere sul campo. Per lui quella contro il Padova aveva anche un significato particolare. È nato lì, ha compiuto il settore giovanile con i biancoscudati e dall’altra parte ha ritrovato non soltanto ex compagni, ma amici con i quali ha condiviso anche la vittoria di un campionato. Dopo avere parlato del «test del Barbera» superato, Fortin ha dimostrato di saper gestire anche una partita emotivamente particolare come quella di Padova.

Attenzione: ci saranno tante altre Padova nel cammino rosanero

Calabro: “Il Padova ha dimostrato di potersela giocare”. Il 2-1 non racconta, però, una partita a senso unico. Antonio Calabro ha difeso la prestazione dei suoi, sottolineando l’aggressività e la capacità del Padova di mettere in difficoltà una squadra costruita per stare ai vertici. I veneti hanno corso, lottato e cercato di proporre gioco senza limitarsi a proteggere il vantaggio iniziale. Il Padova esce dunque senza punti, ma non ridimensionato nella prestazione. Ed è proprio questo a rendere significativo il successo del Palermo: i rosanero hanno battuto un avversario che è riuscito realmente a metterli in difficoltà.

Dieci gol fatti, cinque subiti: i numeri della capolista

Il primato non nasce soltanto dalla continuità dei risultati. Dopo cinque giornate il Palermo ha segnato 10 reti, dato che nel quadro fornito vale il miglior attacco della Serie B, subendone 5. La media è quindi di due gol realizzati a partita. Inzaghi chiude così questo primo segmento di stagione con sei vittorie e un pareggio nelle sette gare considerate tra campionato e gli altri impegni di Coppa con Lecce e Mantova , secondo il bilancio richiamato dallo stesso tecnico.

E adesso può recuperare giocatori ed energie

Dopo la sosta arriva il vero esame di maturità. Il calendario renderà ottobre particolarmente interessante. Il Palermo tornerà in campo il 10 ottobre in trasferta contro l’Empoli. Una settimana più tardi arriverà un confronto che, alla luce dell’attuale classifica, acquista già grande interesse: Mantova-Palermo. Poi il ritorno al Barbera contro la Carrarese il 25 ottobre e, soltanto tre giorni dopo, un’altra trasferta contro il Pisa. Tre delle quattro avversarie saranno dunque toscane. È una sequenza che potrà dire molto più degli attuali due punti di vantaggio. In particolare, lo scontro diretto di Mantova offrirà al Palermo la possibilità di misurarsi sul campo di una delle squadre che in questo momento lo inseguono. Non sorprende che Vavassori abbia già indicato la strada: riposare, quindi pensare immediatamente a Empoli e Mantova. Il +2 su Südtirol e Mantova è troppo ridotto e il campionato troppo giovane per parlare di una fuga già concretizzata. Dopo appena cinque giornate sarebbe prematuro trasformare un primo distacco in una gerarchia consolidata. La vera risposta arriverà dopo la sosta, quando quattro partite in diciotto giorni — e soprattutto le trasferte di Empoli e Mantova — diranno se il Palermo potrà trasformare questo eccellente avvio in qualcosa di più strutturato. Per adesso resta una certezza: alla ripresa saranno gli altri a dover inseguire il Palermo.

Classifica

Palermo 13 punti

Südtirol e Mantova 11

Ascoli e Modena 10

Verona, Modena, Avellino, Cesena, Benevento Pisa e Padova 7

Arezzo ed Empoli 6

Entella, Cremonese e LR Vicenza 5

Sampdoria 4

Juve Stabia (-2) e Catanzaro 3

Carrarese 1