Gabriele Minì si racconta: «Guidare la Formula 1 con Alpine è stato uno shock bellissimo»
Automobilismo07 Ottobre 2026 - 23:13
Il percorso del ventunenne palermitano Gabriele Minì verso i vertici del motorsport internazionale compie un ulteriore passo in avanti. Il pilota siciliano, tesserato per il team MP Motorsport in Formula 2 e inserito nel programma giovani della Alpine Academy sotto la gestione della All Road Management, ha rilasciato un’intervista esclusiva a Formula1.it firmata da Giuseppe Cianci. Nel corso del colloquio, il pilota classe 2005 ha ripercorso le emozioni provate al volante della monoposto di Formula 1 del team transalpino, analizzando il lavoro svolto con la squadra, la preparazione atletica e le prospettive future della propria carriera.
Il rapporto con la scuderia Alpine e i colleghi del paddock
L’appartenenza all’Academy della scuderia di Enstone permette al giovane pilota di interagire costantemente con i tecnici e con i piloti titolari nel Mondiale, tra cui Pierre Gasly e Franco Colapinto. Minì ha spiegato come si sviluppa il confronto all’interno del team francese: «Sia con Pierre che con Franco ho un bel rapporto e ci parlo molto. Ovviamente nessuno di noi tre ha tantissimo tempo per chiacchierare di diversi temi o consultarci, però quando ci vediamo discutiamo tranquillamente, e non per forza di argomenti legati al motorsport».
Il percorso di crescita passa anche dall’assistenza tecnica fornita dagli ingegneri in pista durante i fine settimana di gara: «Ci sono delle persone, come il capo dell’academy, che vengono proprio in pista per seguire le nostre gare e allora in quel caso parliamo entrando un po’ più nei dettagli, concentrandoci sugli aspetti del lavoro che stanno andando bene, e soprattutto su quelli che invece bisogna migliorare. Questo è un lavoro che fanno tutti i piloti a ogni weekend, ma io in particolare lo faccio con gli esperti dell’Alpine. Un’altra opportunità fantastica che abbiamo con l’Academy è quella di poter parlare direttamente con gli ingegneri del team, assistendo anche alle gare dal box e vedendo la telemetria dei due piloti che, pur essendo di Formula 1, mi aiuta sempre a crescere».
Le sensazioni al volante della F1 tra Silverstone e Portimao
Dopo i primi approcci, il pilota palermitano ha sostenuto sessioni di test privati al volante della vettura di Formula 1 sui tracciati di Silverstone e Portimao, saggiamo il potenziale della monoposto della generazione precedente: «Fortunatamente non è stata la prima volta, e quindi sapevo più o meno cosa aspettarmi, però in generale guidare una Formula 1 è sempre una grandissima emozione. La macchina è assurda, veramente inimmaginabile, anche per noi piloti di Formula 2. Hai tantissimo grip, tantissima potenza, ed è complicatissimo spiegare quanto queste vetture vadano veloci. Io poi ho anche avuto la possibilità di provare la monoposto della generazione precedente, la 2025, che in curva era ancora più performante. Un qualcosa di veramente assurdo. In generale le sensazioni sono state davvero molto buone, sia nella simulazione gara che nel giro secco, dove comunque siamo stati competitive».
Alla richiesta di operare un confronto diretto con la Gen3 EVO di Formula E, provata in passato, il tennista del volante siciliano non ha avuto dubbi: «La Formula E non è più o meno performante, è solo molto diversa. La Formula 1 è proprio una categoria a parte, non si può capire nemmeno essendo piloti di F2. Per me è stato proprio uno shock guidare una Formula 1 e sentire la differenza rispetto a quanto sia più veloce. Ho provato la Gen3 EVO, penso che la Gen4 sarà davvero un mostro e si avvicinerà tantissimo o sarà addirittura meglio delle Formula 2, soprattutto a Monaco, però credo che la Formula 1 sia ancora un gradino più in alto rispetto al resto».
Preparazione atletica, tenuta mentale e trasformazione fisica
Oltre agli aspetti tecnici della guida, l’intervista si è concentrata sulla cura dei dettagli fisici e psicologici indispensabili per competere ad altissimo livello. Minì ha sottolineato l’importanza della stabilità emotiva: «Credo che l’allenamento mentale sia quasi più importante di quello fisico. Gestire le emozioni prima di una qualifica o di una gara è molto importante. Poi è ovvio che se non si arriva bene fisicamente a fine gara diventa tutto molto più difficile, quindi è importante bilanciare entrambe le cose. Quando sei a posto con il fisico bisogna solo mantenerlo; al contrario, la parte mentale è sempre un continuo evolversi e sei messo sempre alla prova ogni weekend».
In merito al lavoro svolto sul piano muscolare, il classe 2005 ha ricordato l’aumento di massa corporea registrato negli ultimi mesi: «Ho fatto tanto allenamento sia con Alpine, sia a casa mia, cambiando anche dieta e cercando di prendere molta massa, e infatti ho preso circa 10 chili tra l’inverno del 2024 e l’inizio della stagione 2025. Poi sono riuscito a mantenerla, migliorando sempre più la forza, ma non ho un allenamento in particolare. Quando vado in palestra cerco di fare un po’ tutti i gruppi muscolari allenandomi circa quattro o cinque volte alla settimana, e anche durante la pausa estiva non ho fatto molta vacanza. Già dal giorno dopo del GP di Budapest sono tornato in palestra».