Il Palermo ritorna al Barbera con il vento in poppa: domenica arriva la Carrarese

di Valentino Sucato

Sei vittorie e un pareggio: i rosanero di Inzaghi firmano il miglior avvio della loro storia in Serie B. Il successo del Martelli conferma la crescita caratteriale della squadra, capace di soffrire, colpire al momento giusto e sfruttare le risorse della panchina.

Dopo due trasferte ad Empoli e a Mantova,  vinte entrambe, domenica arriva la Carrarese squadra che domenica prossima proverà a frenare la cavalcata dei rosanero di questo inizio di campionato nel quale in sette gare ha vinto sei volte e pareggiato ad Avellino.

A Mantova è stata una vittoria significativa e non solo per i tre punti, proprio come afferma Ceccaroni: «Una vittoria che ci dà consapevolezza».

Il Palermo non si ferma e continua a mandare segnali importanti alle dirette concorrenti nella corsa alla promozione in Serie A. La vittoria per 2-0 conquistata sabato pomeriggio sul campo del Mantova, grazie alle reti di Jacopo Segre ed Hernani, rappresenta molto più di tre punti in classifica. È la conferma di una squadra che sta acquisendo quella maturità, quella personalità e quella capacità di gestire le difficoltà che nella passata stagione erano spesso mancate nei momenti decisivi.

I toscani nelle prime cinque giornate hanno ottenuto solo un punto ad Ascoli. Nelle ultime due gare però sono arrivate due vittorie a Padova e in casa con il quotato Modena. Sette punti in sette gare non sono tanti ma quello che preoccupa Inzaghi è il trend positivo dopo l’arrivo di mister Guido Pagliuca dopo l’esonero di Mister Cioffi.

La capolista vuole prendere il largo

Al termine della settima giornata, la formazione allenata da Filippo Inzaghi guida la classifica con 19 punti, frutto di sei vittorie e un pareggio, facendo registrare il miglior avvio della storia rosanero nel campionato cadetto. Numeri che assumono un significato ancora maggiore considerando il valore degli avversari affrontati e, soprattutto, la continuità di rendimento dimostrata nelle prime settimane della stagione.

Il successo del «Martelli», il secondo consecutivo in trasferta dopo quello di Empoli, ha consentito al Palermo di portare a cinque lunghezze il vantaggio sul Mantova e a sei quello su Pisa e Modena, in attesa di completare il quadro della giornata con il risultato del Südtirol.

È ancora presto per considerare la corsa alla promozione indirizzata, ma il primo tentativo di fuga della capolista comincia ad assumere contorni significativi.

I precedenti

Solamente quattro gare nella storia tra i toscani e siciliani e comunque nelle due ultime stagioni. A Carrara il Palermo in due gare ha racimolato solo un punto mentre all’ombra del Montepellegrino un pari 1-1 (con il gol di Le Douaron dopo il vantaggio ospite di Shpendi) il 13 maggio 2025 e un 5-0 il 29 novembre sempre dell’anno scorso con le reti di Segre, Palumbo e la tripletta di Pohjanpalo.

Il Palermo sa vincere da grande squadra, anche senza dominare

Per tutta la settimana che ha preceduto la trasferta lombarda, la sfida contro il Mantova era stata presentata come un autentico esame di maturità. Alla squadra di Inzaghi si chiedeva di dimostrare di saper affrontare una diretta concorrente con carattere, personalità e lucidità, superando quelle difficoltà che in passato avevano spesso compromesso il cammino dei rosanero.

La risposta è arrivata, anche se attraverso una prestazione differente da quelle alle quali il Palermo aveva abituato i propri sostenitori.

Il Mantova di Francesco Modesto ha infatti interpretato la partita con grande intensità, imponendo soprattutto nel primo tempo un ritmo elevato e mettendo in difficoltà la costruzione del gioco rosanero. I padroni di casa hanno mantenuto a lungo l’iniziativa, vincendo numerosi duelli e costringendo gli ospiti a difendersi nella propria metà campo.

In questa fase sono risultati determinanti gli interventi di Mattia Perin, insieme alla capacità della retroguardia di resistere alla pressione avversaria senza perdere compattezza.

A Mantova il Palermo non ha offerto la sua prestazione più brillante sul piano del gioco, ma ha dimostrato di possedere una qualità fondamentale per una squadra che ambisce alla promozione diretta: saper vincere anche quando sono gli avversari a comandare le operazioni.

La svolta è arrivata al 62′, quando una ripartenza orchestrata da Antonio Palumbo ha consentito a Jacopo Segre di inserirsi con i tempi giusti e firmare il vantaggio. Da quel momento la partita ha assunto un andamento differente, con il Mantova costretto a scoprirsi e il Palermo maggiormente libero di sfruttare gli spazi.

Nel finale, il raddoppio di Hernani ha definitivamente chiuso i conti, premiando la concretezza della formazione siciliana.

Non una vittoria costruita attraverso il dominio territoriale, dunque, ma un successo ottenuto con sacrificio, organizzazione e cinismo. Proprio quelle caratteristiche che spesso fanno la differenza in un campionato lungo ed equilibrato come quello di Serie B.

La crescita difensiva e il ritorno della porta inviolata

Uno degli aspetti più significativi della trasferta di Mantova riguarda la tenuta difensiva. Dopo alcune partite nelle quali il Palermo aveva mostrato grande efficacia offensiva, concedendo però qualcosa agli avversari, la squadra di Inzaghi è tornata a chiudere un incontro senza subire reti.

Non accadeva dalla prima giornata contro la Juve Stabia.

Il dato assume particolare importanza considerando la qualità offensiva del Mantova e le difficoltà incontrate dai rosanero soprattutto nella prima frazione.

La linea composta da Cassandro, Bani e Ceccaroni ha saputo resistere alle iniziative dei padroni di casa, beneficiando anche della sicurezza trasmessa da Perin tra i pali.

È proprio Pietro Ceccaroni, nelle dichiarazioni rilasciate ai canali ufficiali del club, a sottolineare il valore della prestazione.

«Sapevamo che era un campo difficile, una squadra che stava facendo molto bene in salute. Lo ha dimostrato perché è stata una partita dura, tosta, su duelli. Penso che siamo stati bravi a soffrire nei momenti in cui dovevamo soffrire e poi a far male quando siamo ripartiti».

Il difensore ha evidenziato anche l’importanza della rete inviolata, risultato di un lavoro specifico richiesto dall’allenatore dopo le difficoltà della precedente stagione.

«Ci hanno messo in difficoltà, ma siamo stati bravi a resistere», ha spiegato Ceccaroni, sottolineando come il risultato rafforzi ulteriormente la fiducia nel percorso intrapreso.

Una solidità che non significa assenza di difficoltà, ma capacità di affrontarle senza compromettere l’equilibrio complessivo della squadra.

Segre ritrova il gol, Hernani conferma il valore della panchina

La trasferta lombarda ha consegnato anche due indicazioni importanti sul piano individuale.

La prima riguarda Jacopo Segre, tornato a segnare dopo nove mesi. Il centrocampista ha interrotto un digiuno realizzativo che, lontano dal «Barbera», durava da circa un anno e mezzo, raggiungendo quota 19 reti in 158 presenze con la maglia rosanero.

Il suo inserimento in occasione del vantaggio conferma una delle caratteristiche più apprezzate del giocatore: la capacità di accompagnare l’azione offensiva e trovare gli spazi giusti senza rinunciare al lavoro di copertura.

Segre ha sintetizzato lo spirito della squadra attraverso tre parole: «Anima, cuore e sacrificio». Un’espressione che fotografa efficacemente l’atteggiamento mostrato dal Palermo nei momenti più complicati della sfida.

L’altro protagonista è Hernani, entrato nella ripresa e autore del gol che ha messo al sicuro il risultato. Il brasiliano ha sfruttato un’incertezza della difesa mantovana, recuperando il pallone e battendo Bardi.

Il suo contributo conferma l’importanza delle alternative a disposizione di Inzaghi, capace di modificare l’assetto della squadra attraverso le sostituzioni e di mantenere elevato il livello tecnico anche nella parte conclusiva degli incontri.

La profondità dell’organico costituisce uno dei principali punti di forza del Palermo. Non soltanto per la qualità dei singoli, ma per la possibilità di trovare protagonisti differenti a seconda delle esigenze della partita.

Emblematico, in questo senso, il dato relativo ai marcatori: considerando campionato e Coppa Italia, sono già dieci i calciatori rosanero andati a segno nelle prime nove gare ufficiali della stagione.

Una vera e propria cooperativa del gol, nella quale il peso offensivo non ricade esclusivamente sugli attaccanti. Centrocampisti, esterni e giocatori subentrati riescono a offrire un contributo concreto, rendendo meno prevedibili le soluzioni offensive.

Il miglior avvio della storia e una mentalità differente

I numeri raccontano un Palermo che sta vivendo un inizio di stagione straordinario. Diciannove punti nelle prime sette giornate rappresentano un primato storico per il club in Serie B, ma il dato più incoraggiante riguarda la continuità.

La squadra di Inzaghi non ha ancora conosciuto la sconfitta nelle competizioni ufficiali e ha dimostrato di sapersi adattare a situazioni differenti: partite dominate, incontri risolti grazie alla qualità individuale e sfide nelle quali è stato necessario difendere il risultato o attendere il momento opportuno per colpire.

Rispetto alla passata stagione, sembra emergere soprattutto un cambiamento nell’atteggiamento con cui il Palermo affronta gli appuntamenti più impegnativi.

La società ha costruito un organico con l’obiettivo dichiarato di conquistare direttamente la Serie A, intervenendo non soltanto sul piano tecnico, ma anche su quello dell’esperienza e della personalità.

Il lavoro svolto durante il ritiro estivo e nelle prime settimane di campionato sta producendo risultati evidenti, anche grazie alla continuità garantita da alcuni elementi già presenti nella rosa.

«Un inizio così è veramente impressionante», ha riconosciuto Ceccaroni, ricordando il contributo del lavoro svolto e degli innesti arrivati durante il mercato.

Il difensore, tuttavia, ha richiamato tutti alla prudenza: «Sappiamo di essere solo all’inizio».

È un concetto fondamentale. La Serie B è un campionato nel quale gli equilibri possono cambiare rapidamente e nel quale la continuità rappresenta spesso un fattore decisivo. I cinque punti di vantaggio sul Mantova costituiscono un margine importante, ma non autorizzano a considerare già raggiunto alcun obiettivo.

Il primato significa entusiasmo ma anche responsabilità

Essere primi in classifica significa affrontare ogni avversario con una pressione crescente. Il Palermo non è più soltanto una delle principali candidate alla promozione, ma è diventato il riferimento del campionato, la squadra che tutte le concorrenti cercano di fermare.

Una condizione che richiede una gestione differente delle aspettative e una maggiore capacità di mantenere equilibrio nei momenti favorevoli.

Anche su questo aspetto Ceccaroni ha mostrato grande lucidità.

«Quando sei là davanti e continui a vincere è bellissimo, ma dobbiamo continuare a lavorare», ha dichiarato il difensore, aggiungendo che il primato rappresenta anche «senso di responsabilità perché abbiamo dimostrato di essere una squadra di valore, ma dobbiamo dimostrarlo tutto il campionato».

Parole che rispecchiano la filosofia di Inzaghi, intenzionato a mantenere alta la concentrazione senza lasciarsi condizionare dall’entusiasmo che accompagna i risultati.

La vera sfida, adesso, sarà confermare quanto di buono mostrato finora, evitando cali di tensione e affrontando ogni partita con la stessa determinazione.

Il ritorno al Barbera contro la Carrarese

Archiviata la vittoria di Mantova, il Palermo si prepara a tornare davanti al proprio pubblico. Domenica 25 ottobre, al «Renzo Barbera», arriverà la Carrarese, formazione che sta attraversando un momento positivo dopo l’arrivo in panchina di Guido Pagliuca.

La squadra toscana è reduce da due vittorie consecutive e si presenterà in Sicilia con rinnovato entusiasmo, intenzionata a dare continuità alla propria risalita in classifica.

Per i rosanero sarà un’altra occasione per consolidare il primato, ma anche un appuntamento da affrontare senza sottovalutazioni.

Dopo due giorni di riposo, la squadra è attesa alla ripresa degli allenamenti al centro sportivo di Torretta. Lo staff tecnico dovrà inoltre valutare le condizioni degli indisponibili, con particolare attenzione a Pierozzi, alle prese con un trauma contusivo alla spalla, e a Barba, il cui recupero appare più complicato a causa di problemi muscolari.

Ceccaroni ha già rivolto un pensiero alla prossima sfida e al pubblico rosanero.

«Sappiamo che davanti al nostro pubblico diamo sempre qualcosa in più. Ci aspettiamo un Barbera gremito come al solito. Non vediamo l’ora di tornare a giocare in casa».

Il sostegno dei tifosi rappresenta un elemento importante in un momento nel quale l’entusiasmo attorno alla squadra continua a crescere.

La strada verso la Serie A passa dalla continuità

La vittoria di Mantova potrebbe rappresentare uno dei passaggi più significativi di questa prima parte di stagione. Non soltanto per il valore dell’avversario o per il vantaggio accumulato in classifica, ma soprattutto per il modo in cui è maturata.

Il Palermo ha dimostrato di saper soffrire, di possedere una struttura difensiva affidabile, di poter contare su una panchina competitiva e di trovare il gol attraverso interpreti differenti.

Sono segnali di una squadra che sta progressivamente acquisendo la consapevolezza dei propri mezzi e che sembra avere imparato a gestire anche le partite nelle quali il gioco non riesce a esprimersi ai livelli migliori.

La promozione diretta resta l’obiettivo dichiarato, ma il cammino è ancora lungo e ricco di ostacoli.

La differenza rispetto al passato, almeno in queste prime sette giornate, è che il Palermo sembra avere trovato una dimensione più solida e convincente, nella quale il risultato non dipende necessariamente dalla brillantezza della prestazione.

Vincere giocando bene è importante. Riuscire a farlo anche quando bisogna stringere i denti, difendersi e attendere il momento giusto per colpire è spesso ciò che distingue una buona squadra da una formazione capace di lottare fino in fondo per il vertice.

Il Palermo di Inzaghi ha superato l’esame di Mantova. Adesso dovrà dimostrare che non si è trattato di un episodio isolato, ma di un ulteriore passo verso quella maturità indispensabile per trasformare le ambizioni di promozione in realtà.