Rugby, alla scoperta del progetto Cus Catania, Puleo “In A diversi i ritmi e il tasso tecnico”

di Simone Milioti

Il ritorno del Cus Catania in Serie A dopo più di cinquant’anni si è materializzato nella passata stagione dove la formazione etnea dopo un campionato da protagonista in Serie B con tanto di finale promozione purtroppo persa è stata successivamente ripescata. Nello scorso weekend il primo confronto con la nuova realtà che ha visto gli etnei soccombere in casa alla più quotata Lazio Rugby per 19-40. Una partita in cui i ragazzi di coach Mammana hanno sfiorato anche il punto di bonus offensivo che sarebbe scattato alla quarta meta segnata, mentre il Cus si è fermato a tre.

Il progetto Cus Catania Rugby

La formazione composta da 49 elementi, è stata mantenuta per quasi la totalità dei giocatori; in 43 tra riconfermati dalla scorsa stagione e rientri da infortuni e solo 4 new entry, di cui 2 stranieri, gli argentini della provincia di Córdoba, Gauna Nicolas e Lopez Martinez Tomas Ignacio fondamentali per incrementare l’efficacia dell’attacco, dare una maggiore solidità difensiva e fornire una migliore rotazione in ruoli chiave come quelli ricoperti.

Una formazione ricca e composita, dunque, che ha al suo interno molti giocatori cresciuti nel vivaio cusino e ben 14 studenti-atleti iscritti in differenti Corsi di laurea dell’Ateneo di Catania. Prova evidente che il connubio studio e sport, anche ad alti livelli, sia un binomio che si può portare avanti pur in presenza di un impegno così pressante qual è un campionato nazionale di serie A.
Coniugare la doppia carriera sportiva-universitaria, è uno dei punti fermi del Cus Catania, oltre che costante stimolo affinché si vada progressivamente verso una regolamentazione della Dual Career per consentire agli studenti- atleti di eccellere nelle attività sportive tanto quanto in quelle universitarie.
Il nascente progetto rugbistico vede anche la partecipazione della squadra cadetta al campionato di Serie C, già ufficialmente iscritta, composta da atleti iscritti all’Università di Catania che disputerà le partite anche con alcuni giocatori della serie A, rispettando i dovuti limiti imposti dal regolamento per un corretto minutaggio sul campo da gioco. Alla guida della formazione cadetta ci sono il tecnico Mario Camorali e il Team Manager Matteo Cinquerrui.

Le parole del responsabile Nino Puleo

Nino Puleo, responsabile della sezione rugby all’interno del Cus Catania, ai nostri microfoni riguardo la tendenza di avere universitari ha detto: “Una squadra comunque per essere competitiva ha bisogno di atleti con un vissuto importante, abbiamo gente che ha iniziato a 8 anni a giocare. Però essendo un centro universitario sportivo abbiamo sentito l’esigenza di allargarci ulteriormente agli studenti universitari e avendo anche una squadra Cadetta, che gioca la Serie C, di soli giocatori e studenti universitari e svolgono il campionato regionale. Abbiamo un’anima federale che svolge una stagione più competitiva e una parte di chi studia e vuole continuare e ha questa opportunità”.
Continuando sulla nuova avventura in Serie A dalla passata Serie B commenta: “La differenza c’è perché i ritmi sono nettamente più alti e lo abbiamo già visto domenica scorsa. Anche il tasso tecnico è più elevato e noi andremo ad incontrare squadre che hanno già un vissuto importante di alta classifica in Serie A, pensiamo a Lazio, Aquila, San Benedetto del Tronto che hanno fatto il campionato Elite e vogliono fare il salto di qualità. Per noi sarà importante quest’anno rimanere nella categoria”.
Non solo prima squadra e formazione Cadetta in Serie C, il Cus Catania Rugby pone attenzione al settore giovanile: “La squadra Cadetta siamo tornati a farla e siamo contenti della connotazione universitaria, poi abbiamo l’Under18 che da anni vince il campionato regionale e fa le finali nazionali. Siamo comunque coperti dall’Under6 in su nella nostra società e facciamo anche la collaborazione con la WeSportCatania e diamo supporto tecnico a loro”.