Trapani, Aronica spacca il “Provinciale” e Antonini annuncia cause per 80 Milioni
Calcio23 Marzo 2026 - 15:00
Una domenica di passione trasforma la vittoria del Trapani sul campo in un manifesto politico e legale. Mentre il tecnico difende il gruppo dai “finti tifosi”, il Presidente annuncia una battaglia senza precedenti contro Comune e Federazioni.
Il campo: l’urlo di Aronica e il “caso” tribuna
Non c’è pace in casa Trapani, nemmeno quando il campo regala una gioia immensa al 94esimo minuto. Dopo il pianto liberatorio del presidente Valerio Antonini, anche il tecnico Salvatore Aronica sceglie la linea della fermezza. In una conferenza stampa dai toni accesi, l’allenatore granata ha messo a nudo il paradosso di una piazza spaccata, dove la vittoria sembra quasi dare fastidio a una parte dello stadio.
«Il merito è dei ragazzi e li ringrazio per l’impegno», esordisce Aronica analizzando il match. «Sapevamo dell’importanza della gara: nel primo tempo eravamo in vantaggio, ma nella ripresa ci siamo un po’ abbassati. Il gol subito sul finire ci aveva demoralizzato, ma siamo stati bravi a portare a casa tre punti fondamentali con un guizzo nel recupero. La squadra è stata encomiabile».
Tuttavia, il punto di rottura è arrivato al momento del gol decisivo di Winkelmann. Invece di un’esultanza corale, Aronica si è girato verso la tribuna dando vita a una reazione polemica:
«Sono nel calcio da trent’anni e accetto le critiche per le prestazioni negative. Ma vedere presunti tifosi che, al gol vittoria, ironizzano parlando solo di fortuna, mi fa capire perché il Presidente abbia voglia di lasciare. Nutro rispetto per la curva e per la loro coerenza, ma non per la tribuna: non tollero di vedere gente che si rammarica se la propria squadra vince».
Il tecnico, pur scusandosi per lo sfogo, ha poi proiettato l’attenzione verso il match contro il Foggia, definito lo «spartiacque della stagione», facendo anche il punto sull’infermeria: «Nicoli, Forte e Marcolini sono assenze pesanti. Spero di riaverli in settimana per dare il loro apporto».
Lo sfogo di Antonini: lacrime e “bastardi”
Alle parole del tecnico hanno fatto eco quelle, ancora più dure, affidate ai social dal presidente Antonini. Per il patron, il gol vittoria è stato la scintilla che ha fatto esplodere mesi di tensione accumulata: «Mi hanno visto piangere come un bambino», ammette, spiegando che quel pianto è il frutto di una “valanga” che lo ha travolto negli ultimi cinque mesi.
La commozione lascia però subito spazio alla rabbia. Antonini utilizza il termine romano “bastardi” per marcare una linea netta tra i trapanesi legati alla maglia e chi invece spera nel fallimento del progetto sportivo: «Gente che non merita un secondo del mio tempo», ha chiosato con amarezza.
Il fronte legale: una pioggia di milioni
Il passaggio più critico riguarda lo scontro frontale con l’amministrazione locale e le federazioni. Il Presidente ha confermato che la macchina legale è già a pieno regime:
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Contro il Comune: Firmata una richiesta di risarcimento danni da 10 milioni di euro. Già depositate le denunce penali contro il Sindaco Tranchida e l’assessore D’Amenta, indicati come i responsabili delle difficoltà di Trapani Shark e Trapani Calcio.
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Giustizia Sportiva: Il 30 marzo sarà la data chiave per la richiesta di restituzione degli 8 punti di penalizzazione nel calcio. «Se la Commissione Tributaria ha sospeso i pagamenti, le sentenze sportive non hanno più valore», attacca Antonini.
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Il “caso” Basket: Annunciata un’offensiva legale senza precedenti contro la FIP (70 milioni di euro di danni) e la Lega Basket (10 milioni). L’obiettivo dichiarato è la restituzione del titolo di Serie A, con la minaccia di ricorrere al TAR per sospendere il campionato.
Verso la “Conferenza Storica” di aprile
Il clima di incertezza promette di diradarsi solo ad aprile, quando Antonini terrà una conferenza stampa che annuncia come «memorabile». Un vero e proprio “J’accuse” che toccherà i rapporti occulti della politica locale, i cosiddetti “cavallini bianchi” e le “zavorre” rimosse all’interno della società.
La conclusione è un manifesto di resistenza: «Ho investito decine di milioni. La mia dignità deve essere pulita a 360 gradi. Non molliamo di un centimetro». Il messaggio è chiaro: la sfida al sistema è appena iniziata.