Siracusa-Atalanta U23 3-3, Il gioco c’è, la salvezza ancora no

di Redazione

Un punto che muove la classifica ma non sposta l’inerzia di un destino sempre più incerto. Al “De Simone”, il Siracusa e l’Atalanta Under 23 danno vita a un 3-3 pirotecnico, una giostra di emozioni che lascia agli azzurri la consapevolezza di una verve offensiva ritrovata, ma anche il peso insostenibile di una fragilità difensiva che, a questo punto della stagione, non concede appelli.

In uno stadio privato del calore del tifo organizzato, la squadra di Marco Turati ha messo in campo orgoglio e qualità, sbattendo però contro i propri limiti strutturali proprio quando la vittoria sembrava a portata di mano.

La cronaca: un botta e risposta senza sosta

Il match si mette subito in salita: dopo appena 5 minuti, Cassa gela i padroni di casa sfruttando una disattenzione su palla inattiva. Ma il Siracusa non barcolla. La reazione è rabbiosa e poggia sul talento di Di Paolo, che firma l’1-1 con un fendente di sinistro, e sulla furbizia di Cancellieri, lesto a ribaltare il risultato sugli sviluppi di un piazzato.

Il copione della gara è un’altalena continua. Gli azzurri accarezzano il tris con Valente (gol annullato per offside), ma subiscono il ritorno bergamasco con Ghislandi, lesto a ribadire in rete una respinta di Farroni. È ancora Di Paolo a far esplodere il settore distinti con una giocata da categoria superiore per il momentaneo 3-2, ma la gioia dura poco: la retroguardia azzurra “dimentica” Levak a pochi passi dalla porta per il definitivo 3-3.

Il verdetto: il tempo delle “belle prestazioni” è finito

Se l’attacco produce e diverte, la fase di non possesso continua a essere il tallone d’Achille di una squadra che non riesce a gestire il vantaggio. I tre gol segnati sono il manifesto di una formazione viva, ma i tre subiti raccontano di errori individuali e di reparto che pesano come macigni.

Con il cronometro che corre veloce verso la fine del campionato, i complimenti per il gioco espresso servono a poco. La classifica resta deficitaria e ogni distrazione diventa letale.

Verso Foggia: l’ultima chiamata

Tra sette giorni, lo Zaccheria di Foggia sarà il teatro di un vero e proprio “dentro o fuori”. Il Siracusa non avrà alternative: servirà la stessa cattiveria sotto porta vista oggi, ma accompagnata da una tenuta stagna in difesa. Senza il cinismo necessario a proteggere il risultato, anche le partite più spettacolari rischiano di trasformarsi nel prologo di un finale amaro.

Credit Siracusa Calcio FB