Accuse di Doping su Minori, Sospesi Cautelarmente Napolitano e Moretto
Ciclismo19 Aprile 2026 - 10:06
Una vera e propria scossa tellurica ha colpito il cuore del ciclismo giovanile lombardo. Il Tribunale Nazionale Antidoping (TNA) ha disposto la sospensione cautelare immediata per due figure di vertice della storica Salus Ciclistica Seregno: l’ex velocista professionista Danilo Napolitano e il presidente in carica Marco Moretto.
Il provvedimento, arrivato su richiesta della Procura Nazionale Antidoping, apre uno dei capitoli più bui per la società gialloblù, da sempre punto di riferimento per la crescita dei nuovi talenti su due ruote.
Le accuse: l’ombra del doping sui minori
Le contestazioni mosse dalla Procura sono pesanti. Danilo Napolitano, che in carriera ha collezionato quasi quaranta successi tra cui una tappa al Giro d’Italia, è accusato di violazione degli articoli 2.6 e 2.8 del codice WADA. Nel mirino degli inquirenti ci sarebbero il possesso di sostanze proibite e il tentato uso delle stesse su un atleta.
L’elemento che rende la vicenda ancora più drammatica è il coinvolgimento di un minorenne. Secondo i regolamenti internazionali, se le accuse fossero confermate, Napolitano rischierebbe una squalifica minima di quattro anni, che potrebbe trasformarsi in una radiazione a vita proprio a causa della giovane età dell’atleta coinvolto.
Per il presidente Marco Moretto, invece, l’accusa è di complicità (articoli 2.9 e 3.1 del codice). Per lui la sanzione minima prevista parte dai due anni di stop.
Le difese: “Siamo parti lese”
Nonostante il provvedimento restrittivo, il fronte societario e federale ha reagito alzando un muro a difesa della presidenza. Stefano Pedrinazzi, presidente del Comitato Regionale della FCI, ha espresso piena fiducia in Moretto, definendo lui e la Salus come “parti lese” in questa indagine.
Dello stesso avviso il legale del club, l’avvocato Pietro Giovanardi, il quale ha ribadito l’assoluta estraneità del presidente ai fatti contestati, precisando che la stessa magistratura ordinaria avrebbe già fornito riscontri in tal senso. La società ha inoltre confermato di aver già avviato azioni legali contro l’ex DS Napolitano per tutelare l’integrità del sodalizio.
Un futuro incerto
In attesa della sentenza definitiva, la Salus Seregno si trova a gestire una crisi d’immagine senza precedenti. Mentre le indagini proseguono per accertare l’estensione delle responsabilità, il mondo del ciclismo torna a interrogarsi sulla sicurezza e l’etica nei vivai giovanili.
La data del 9 aprile 2026 segna l’inizio di una battaglia legale che si preannuncia lunga e complessa, con l’intero movimento sportivo che attende di conoscere la verità su quanto accaduto dietro le quinte di una delle sue realtà più gloriose.