Nasce la Franchigia Nissa-Palermo, il rugby siciliano fa squadra per la Serie B e il futuro dei giovani

di Redazione
                                                                                   

Sinergia tra Caltanissetta e il capoluogo per valorizzare i giovani del territorio e contrastare la fuga di talenti. Le gare casalinghe si giocheranno alternativamente nelle due città

Prende vita un progetto ambizioso, solido e di ampio respiro per il movimento rugbistico regionale. Nissa Rugby e Rugby Palermo hanno ufficializzato l’unione delle proprie forze per dare forma a una franchigia unica che prenderà parte al prossimo campionato nazionale di Serie B. Non si tratta di una semplice collaborazione limitata alla formazione seniores, ma dell’evoluzione naturale di un percorso virtuoso avviato già nella passata stagione con i settori giovanili. Un modello di crescita condiviso che dimostra la volontà di fare rete tra due realtà storiche dell’isola.

A testimonianza dello spirito paritetico e inclusivo del sodalizio, la nuova franchigia disputerà le proprie gare interne alternativamente a Caltanissetta e a Palermo, coinvolgendo direttamente le due piazze e le rispettive tifoserie in un unico abbraccio ovale. L’obiettivo primario è quello di strutturare un settore giovanile d’eccellenza (dall’Under 16 all’Under 18) capace di alimentare costantemente la prima squadra, superando le ataviche criticità legate all’impiantistica sportiva e offrendo ai giovani atleti locali motivi concreti per rimanere in Sicilia anziché trasferirsi nelle società del Nord Italia.

Le parole dei presidenti Lo Celso e Massari

A guidare questa svolta sono i due massimi dirigenti dei club, uniti da una visione comune. Giuseppe Lo Celso, presidente del Nissa Rugby, ha sottolineato l’importanza strategica dell’intesa: «L’amicizia sicuramente c’è da tanto tempo, ma ora creiamo una progettualità concreta, sia in ambito giovanile sia seniores; per il settore giovanile era già stata ufficializzata la scorsa stagione. Adesso quest’anno si parte in maniera diversa, appunto per creare qualcosa che possa essere valido per noi, per i nostri giovani e per il rugby. È importante per noi poter trattenere questi ragazzi, che quando vanno all’università al nord, fanno la fortuna sportiva di quelle società».

Sulla stessa linea il presidente del Rugby Palermo, Stefano Massari, che si è soffermato sulle sfide strutturali e sull’importanza del vivaio: «Stiamo programmando per il futuro, quindi quest’anno sarà un’altra prova essenziale per le due società. Partendo già l’anno scorso con i piccoli, abbiamo raggiunto un buon risultato e ora valuteremo il risultato della seniores, sempre cercando di aumentare i ragazzi sia dell’Under 16 sia della 18 che dovranno diventare fondamentali per la prima squadra. Noi puntiamo molto sul nostro vivaio: tentiamo di tenerli. La maggior parte di loro, per motivi extra sportivi, vanno via: noi li curiamo, noi li formiamo e poi vanno fuori. La base essenziale per quanto riguarda il movimento del nostro sport sono gli impianti. Noi abbiamo un grandissimo problema legato agli impianti. La nostra volontà è forte, ce la mettiamo al 200%: ai giovani dobbiamo dare qualcosa in più di quello che stiamo dando ora. Penso che la soluzione proficua sia proprio quella di unire le nostre due società, per realizzare un progetto davvero importante».