Europei 2026, finale al fotofinish: Evenepoel batte Ciccone al fotofinish
Ciclismo04 Ottobre 2026 - 17:28
Finale incredibile nella prova in linea maschile degli Europei di ciclismo 2026 in Slovenia. Remco Evenepoel conquista per la prima volta il titolo continentale superando Giulio Ciccone soltanto negli ultimissimi centimetri. L’Italia sfiora l’oro e porta a casa due medaglie grazie anche al bronzo di Christian Scaroni.
Un centimetro, forse meno
È quanto separa Giulio Ciccone da una delle vittorie più importanti della sua carriera. Gli Europei di ciclismo 2026 si chiudono con un finale al cardiopalma e con il trionfo di Remco Evenepoel, che sul traguardo di Šencur riesce a superare l’azzurro soltanto con un disperato colpo di reni. Dopo oltre quattro ore di corsa e 196,3 chilometri, serve il fotofinish per assegnare la maglia di campione europeo. Ciccone affronta l’ultima curva in testa, entra nel rettilineo conclusivo con qualche metro sul belga e a cento metri dal traguardo sembra davvero poter completare l’impresa. Evenepoel, però, non si arrende: recupera centimetro dopo centimetro e sulla linea d’arrivo riesce a mettere la ruota davanti a quella dell’abruzzese.
Azzurri, gara eccellente sulle strade slovene
Per l’Italia resta una comprensibile amarezza, ma anche una giornata di altissimo livello: Ciccone è medaglia d’argento e Christian Scaroni conquista il bronzo, completando un doppio podio azzurro. La prova parte da Lubiana e termina a Šencur dopo 196,3 chilometri. Dopo una prima parte vallonata, il percorso entra nel circuito conclusivo di 22,1 chilometri da affrontare cinque volte, caratterizzato soprattutto dalla salita di Mozjanca, 2,1 km con una pendenza media del 10,2%.
La cronaca
La fuga iniziale comprende Luka Mezgec, Jakob Söderqvist, Fabian Weiss, Tiago Antunes, Jochem Kerckhaert e Josef Černý, ma il Belgio non concede grande spazio agli attaccanti e mantiene costantemente sotto controllo la situazione. L’Italia decide di non aspettare passivamente le mosse di Evenepoel. Con il passare dei chilometri gli azzurri aumentano progressivamente il ritmo, soprattutto sulle rampe di Mozjanca. Prima Crescioli e poi Fancellu lavorano per rendere la gara selettiva, mentre Ciccone, Pellizzari e Scaroni rimangono protetti in vista della fase decisiva.
Il forcing italiano produce una prima importante selezione. Mads Pedersen perde contatto, mentre anche Juan Ayuso vive una giornata complicata. Il gruppo dei migliori si assottiglia progressivamente. A circa 50 chilometri dal traguardo prova a sorprendere tutti Pavel Sivakov, ma il francese viene successivamente ripreso. Davanti rimangono una quarantina di corridori e Belgio, Italia e Francia continuano a controllare una corsa ormai pronta ad esplodere.
Ciccone risponde a Evenepoel, poi la caduta del belga
Il momento che cambia definitivamente la gara arriva a circa 35 chilometri dall’arrivo. Sulla salita di Mozjanca è proprio Ciccone a rompere gli indugi. Evenepoel risponde immediatamente e rilancia l’azione. Il belga riesce a guadagnare qualche metro sull’azzurro, ma pochi istanti dopo accade l’imprevisto: in prossimità dello scollinamento Evenepoel perde il controllo della bicicletta in una curva verso sinistra e finisce contro le transenne.
Ciccone prosegue e si ritrova da solo al comando. La situazione, tuttavia, cambia rapidamente. Evenepoel si rialza e, grazie anche al lavoro dei compagni, riesce a rientrare. A quel punto il belga non aspetta. In discesa parte nuovamente all’attacco e Ciccone è bravissimo a farsi trovare pronto, accodandosi immediatamente.
Nasce così il duello che caratterizzerà tutto il finale degli Europei
Evenepoel e Ciccone inizialmente collaborano e guadagnano sugli inseguitori. Il vantaggio passa da pochi secondi a una trentina, mentre alle loro spalle manca un vero accordo per organizzare l’inseguimento.
Scaroni cambia la strategia di Ciccone
La situazione tattica cambia ancora quando Christian Scaroni riesce a uscire dal gruppo degli inseguitori insieme al francese Mathys Rondel. L’azzurro dimostra di avere ancora energie e successivamente stacca il francese, lanciandosi da solo all’inseguimento della coppia di testa.
Quando Ciccone viene informato della presenza del compagno alle sue spalle, smette sostanzialmente di collaborare con Evenepoel. Il belga chiede più volte il cambio, ma l’abruzzese gli fa capire chiaramente la situazione: dietro c’è Scaroni e spetta quindi al Belgio assumersi la responsabilità della corsa. È una fase tatticamente delicatissima. Evenepoel è costretto a tirare per evitare il rientro di Scaroni, mentre Ciccone può risparmiare energie restando alla ruota del belga.
A 10 chilometri dall’arrivo i due sono ancora insieme. Scaroni insegue a una quarantina di secondi e dietro si trova il gruppetto comprendente, tra gli altri, Primož Roglič. La medaglia per l’Italia comincia a diventare sempre più concreta. Anzi, le medaglie diventano due.
Ciccone resiste anche sull’ultima salita
Rimane però l’ultimo passaggio sulla durissima Mozjanca. Evenepoel aumenta il ritmo e prova a mettere in difficoltà Ciccone, ma l’azzurro non cede. Si alza sui pedali, stringe i denti e riesce a rimanere attaccato alla ruota del fuoriclasse belga.
Superata la salita, restano discesa e pianura
Ciccone continua a non collaborare, mentre Evenepoel è costretto a mantenere un’andatura elevatissima. Scaroni, intanto, difende con tutte le energie rimaste il vantaggio sugli inseguitori e si avvicina sempre di più alla medaglia di bronzo. A tre chilometri dall’arrivo la situazione appare ormai delineata: Evenepoel e Ciccone si giocheranno l’oro, Scaroni è lanciato verso il bronzo. Resta soltanto da capire chi indosserà la maglia di campione europeo.
L’ultima curva, Ciccone davanti. Poi il fotofinish
Gli ultimi due chilometri diventano una partita a scacchi. Ciccone passa anche davanti, poi Evenepoel torna a condurre. All’ultimo chilometro il belga è in testa e l’italiano rimane incollato alla sua ruota. Ciccone sa che battere Evenepoel in uno sprint lineare è estremamente difficile e prova allora a giocarsi tutto sulla posizione.
La scelta sembra perfetta
All’ultima curva l’azzurro passa davanti.
Ciccone esce dalla curva con alcuni metri di vantaggio e si lancia verso il traguardo. A cento metri dall’arrivo sembra fatta: l’abruzzese conserva ancora un piccolo margine e per qualche secondo l’Italia assapora un clamoroso titolo europeo.
Evenepoel, un’ultima disperata ma impressionante accelerazione
Il belga recupera metro dopo metro. Ciccone continua a spingere disperatamente verso la linea. I due arrivano praticamente insieme. Per alcuni interminabili istanti non è possibile capire chi abbia vinto. Poi arriva il verdetto: Remco Evenepoel è campione d’Europa.
Decisivo il colpo di reni del belga, che riesce a precedere Ciccone per una distanza infinitesimale. Una beffa atroce per l’azzurro, che aveva accarezzato l’oro fino all’ultimo centimetro. Evenepoel completa la sua collezione, Italia con due medaglie.
Per Evenepoel è un successo particolarmente significativo. Il fuoriclasse belga aggiunge alla propria straordinaria bacheca anche il titolo europeo, una delle poche grandi maglie che ancora gli mancavano, prendendosi anche una personale rivincita dopo l’argento continentale conquistato nel 2021 alle spalle di Sonny Colbrelli.
Ciccone deve invece accontentarsi di un argento che inevitabilmente lascia l’amaro in bocca. L’abruzzese ha però corso alla pari con uno dei corridori più forti della sua generazione, resistendo agli attacchi di Evenepoel in salita e giocandosi la vittoria fino all’ultimo colpo di pedale.
Poco dopo arriva anche Christian Scaroni, autore di un finale straordinario. L’azzurro riesce a resistere al ritorno degli inseguitori e conquista la medaglia di bronzo, a poco meno di un minuto dalla coppia di testa. L’Italia chiude quindi gli Europei con due uomini sul podio: un risultato prestigioso, anche se resterà inevitabilmente il rimpianto per quell’oro sfumato proprio sulla linea.
Ordine d’arrivo – Europei 2026, prova in linea uomini Elite
1. Remco Evenepoel (Belgio) – 4h16’37”
2. Giulio Ciccone (Italia) – stesso tempo
3. Christian Scaroni (Italia) +59″
4. Toms Skujiņš (Lettonia) +1’13”
5. Iván Romeo (Spagna) +1’16”
6. Ramses Debruyne (Belgio) s.t.
7. Emil Herzog (Germania) s.t.
8. Maxim Van Gils (Belgio) s.t.
9. Léo Bisiaux (Francia) +1’18”
10. Primož Roglič (Slovenia) +1’19”
Evenepoel si prende dunque l’oro, ma l’Italia esce dalla Slovenia con due medaglie e soprattutto con l’immagine di Giulio Ciccone lanciato verso il traguardo: per un istante campione d’Europa, prima che il colpo di reni del belga trasformasse un sogno d’oro in un argento deciso al fotofinish.