Palermo, ad Empoli una vittoria da grande squadra e già si pensa alla sfida di Mantova

di Valentino Sucato

Palermo, vittoria da grande squadra a Empoli: primato consolidato e ora la sfida al Mantova

Squadra di carattere, reazione perfetta

Il 4-2 del Castellani conferma la forza della formazione di Filippo Inzaghi, capace di reagire allo svantaggio dopo una partita dominata. Trentacinque conclusioni, quattro marcatori diversi e una straordinaria prova di carattere. I rosanero volano a 16 punti, ma il tecnico richiama tutti alla concretezza e all’umiltà. Sabato lo scontro al vertice con il Mantova, secondo a due lunghezze.

I Rosa in fuga?

Il Palermo vince, convince e continua a guardare tutti dall’alto. Il successo per 4-2 conquistato sabato pomeriggio sul campo dell’Empoli non rappresenta soltanto la quinta vittoria nelle prime sei giornate di campionato, ma costituisce un’ulteriore dimostrazione della forza, della personalità e delle ambizioni della formazione guidata da Filippo Inzaghi. Una squadra capace di imporre il proprio gioco, creare occasioni in quantità industriale e, soprattutto, reagire con autorità quando una partita largamente dominata rischiava paradossalmente di trasformarsi in una clamorosa beffa.

Al Castellani i rosanero hanno offerto una prestazione di grande spessore, probabilmente tra le più convincenti di questo avvio di stagione sotto il profilo della produzione offensiva. Il dato delle 35 conclusioni complessive, ben 23 delle quali nel primo tempo, racconta meglio di qualsiasi altra considerazione l’andamento di una gara giocata prevalentemente nella metà campo avversaria. Eppure, proprio questa impressionante superiorità ha finito per mettere in evidenza anche il principale limite della squadra: l’incapacità di trasformare tempestivamente in gol le numerose occasioni costruite.

Un difetto sul quale Inzaghi ha insistito con particolare decisione nel dopogara, nonostante la soddisfazione per tre punti pesantissimi che consentono al Palermo di consolidare il primato solitario con 16 punti, due in più del Mantova, prossimo avversario dei siciliani.

Dal rischio beffa alla rimonta: dieci minuti che raccontano la forza del Palermo

La partita di Empoli ha avuto un andamento per certi versi incredibile. Il Palermo ha preso immediatamente il controllo delle operazioni, sviluppando una manovra offensiva continua, impreziosita dalla qualità dei suoi interpreti e dalla capacità di occupare gli spazi con efficacia. Le occasioni si sono susseguite senza soluzione di continuità, ma tra imprecisioni sotto porta, legni colpiti e interventi decisivi del portiere toscano Seghetti, il risultato è rimasto inchiodato sullo 0-0 fino all’intervallo.

Una situazione che, alla ripresa del gioco, ha assunto i contorni dell’incubo. Al quinto minuto del secondo tempo, infatti, l’Empoli è passato in vantaggio con Saporiti, che ha trasformato un calcio di rigore concesso dopo un intervento di Ceccaroni sanzionato per un tocco di mano.

Il Palermo si è ritrovato così sotto nel punteggio dopo aver costruito una quantità impressionante di opportunità per segnare. Era il momento più delicato della partita, quello in cui la frustrazione avrebbe potuto prendere il sopravvento sulla lucidità, compromettendo quanto di buono prodotto fino a quel momento.

La reazione, invece, è stata immediata e travolgente.

Nel giro di una decina di minuti, i rosanero hanno ribaltato completamente la situazione. Prima Pohjanpalo, servito da un preciso traversone di Bani, ha ristabilito la parità; poi Palumbo ha completato la rimonta con una conclusione potente, prima che Johnsen, splendidamente imbeccato dallo stesso Palumbo, realizzasse la rete del 3-1.

Tre gol in rapida successione, capaci di restituire al risultato le proporzioni di una superiorità che il campo aveva già ampiamente certificato.

La partita, tuttavia, non era ancora chiusa. Un secondo calcio di rigore concesso all’Empoli ha riaperto improvvisamente la contesa. Fortin è riuscito a respingere il tentativo dal dischetto, ma l’ingresso anticipato in area di Ranocchia ha determinato la ripetizione della battuta, trasformata questa volta da Popov.

Sul 3-2, con i toscani nuovamente in partita, il Palermo ha dovuto affrontare un altro momento di tensione. A cancellare definitivamente ogni incertezza è stato Cassandro, autore del quarto gol con una potente conclusione di destro, leggermente deviata, al termine di un’azione sviluppata da Gabrielloni.

Una vittoria meritata, dunque, ma resa più complicata del necessario da una serie di episodi che confermano quanto, soprattutto in Serie B, il dominio territoriale non sia sufficiente senza la necessaria concretezza.

Le parole di Inzaghi tra orgoglio e autocritica: «Stavo impazzendo»

Le dichiarazioni di Filippo Inzaghi al termine della gara restituiscono perfettamente il duplice sentimento vissuto dall’allenatore rosanero: la soddisfazione per una prestazione di altissimo livello e la consapevolezza che una squadra con ambizioni importanti non possa permettersi di lasciare aperte partite del genere.

«Sono contento, ma non è possibile tenere aperta una partita del genere. Questo ci deve essere di grande insegnamento», ha sottolineato il tecnico, soffermandosi soprattutto sull’incredibile numero di opportunità non concretizzate nella prima frazione.

L’allenatore ha ammesso di aver temuto proprio ciò che si è poi verificato: subire gol alla prima vera occasione concessa agli avversari.

«Qualche partita dominata e poi persa o pareggiata mi è successa in carriera. Ma così, sinceramente, stavo impazzendo».

Parole che testimoniano la tensione vissuta in panchina, ma anche il livello di attenzione che Inzaghi pretende dai suoi calciatori. Il tecnico sa bene che, in un campionato lungo e imprevedibile come quello cadetto, gli episodi possono cambiare rapidamente il destino di una partita.

Allo stesso tempo, ha voluto sottolineare la straordinaria risposta caratteriale dei suoi uomini. Reagire dopo essere passati in svantaggio, nonostante una lunga serie di occasioni sprecate, significa possedere solidità mentale, fiducia nei propri mezzi e una precisa identità di gioco.

Inzaghi ha spiegato di aver cercato di tranquillizzare la squadra proprio nel momento più difficile, convinto che continuando a esprimersi su quei livelli il risultato sarebbe potuto arrivare.

La soddisfazione, quindi, non riguarda esclusivamente i quattro gol segnati, ma soprattutto la capacità di non smarrire organizzazione e lucidità neppure quando l’andamento della partita sembrava contraddire quanto espresso sul terreno di gioco.

Il messaggio del tecnico resta comunque improntato alla prudenza: «Noi ci sentiamo forti, ma non imbattibili».

Una considerazione che assume particolare significato alla luce di un avvio di campionato quasi perfetto. Il Palermo sta dimostrando di avere qualità importanti, ma Inzaghi conosce le difficoltà di un torneo nel quale continuità, equilibrio e capacità di gestire i momenti sfavorevoli saranno determinanti.

Classifica 6ª giornata

1) Palermo 16

2) Mantova 14

3) Modena 13

4) Südtirol 12

5) Ascoli 11

6) Avellino, Pisa, Benevento 10

9) Hellas Verona, Cesena, Padova 7, Arezzo 7

13) Virtus Entella, Cremonese , Empoli 6

16) Vicenza 5

17) Carrarese, Sampdoria 4

19) Catanzaro 3

20) Juve Stabia 2