Enduro, l’Italia si laurea campione del mondo vincendo la 100ª edizione della Six Days in Portogallo
Motociclismo17 Ottobre 2026 - 22:41
Un’impresa sportiva destinata a rimanere negli annali del motociclismo internazionale. Per la prima volta nella storia della competizione, la nazionale italiana di Enduro ha conquistato per la seconda volta consecutiva sia il Trofeo che il Trofeo Junior nella 100ª edizione della Sei Giorni di Enduro (6Days), disputatasi a Grandola, in Portogallo. Dopo le storiche affermazioni ottenute nell’edizione casalinga di Bergamo nel 2025, la compagine azzurra ha ribadito la propria superiorità assoluta nell’evento motociclistico più antico del mondo (nato nel 1913), portando il totale dei titoli conquistati dalla nostra selezione a quota 35 complessivi.
L’impresa porta la firma dei quattro alfieri della nazionale maggiore scelti dal Commissario Tecnico Cristian Rossi — Andrea Verona, Morgan Lesiardo, Samuele Bernardini e Matteo Cavallo — e dei tre giovani della selezione Under 23, Alberto Elgari, Manuel Verzeroli e Kevin Cristino. Gli azzurri hanno superato una Sei Giorni estremamente probante, caratterizzata da polvere, insidie del tracciato, problemi tecnici e infortuni, gestendo nell’ultima giornata il consistente margine accumulato durante la settimana nella consueta manche finale di cross.
I verdetti del Trofeo, del Junior Trophy e i trionfi individuali di Verona ed Elgari
Nella categoria Trofeo, la squadra italiana ha fatto registrare il tempo totale complessivo di 12h28’38’’, precedendo al traguardo la Francia con un distacco di 3’33’’ e la Svezia, terza a 6’51’’. A livello individuale, Andrea Verona ha completato un percorso perfetto: conquistando il secondo posto nella manche conclusiva di cross, si è aggiudicato la classifica assoluta individuale della 6Days, portando il proprio vantaggio sullo spagnolo Josep Garcia a ben 32 secondi. Nelle rispettive categorie, Lesiardo e Bernardini hanno chiuso il cross al dodicesimo e quindicesimo posto (rispettivamente quarto e quinto nella classe E1), mentre Matteo Cavallo ha conquistato il quinto posto nella E3.
Nel Trofeo Junior, dedicato agli equipaggi Under 23, l’Italia ha ribadito il proprio dominio chiudendo le fatiche in 9h40’54’’, lasciandosi alle spalle gli Stati Uniti (staccati di 4’15’’) e la Spagna (+7’09’’). Nella prova di cross finale, Cristino, Elgari e Verzeroli hanno occupato la terza, quarta e quinta posizione della manche. Alberto Elgari si è consacrato come il pilota Under 23 più veloce in assoluto dell’intera manifestazione, staccando lo statunitense Toby Cleveland di oltre tre minuti. Per quanto concerne il Club Team Awards, eccezionale prestazione per Manolo Morettini, miglior pilota individuale tra i Club, coadiuvato dalle buone prove dei compagni Simone Cagnoni e Pietro Scardina (quest’ultimo sfortunato protagonista di uno stop forzato nel quarto giorno per noie meccaniche che ha fermato la corsa del Moto Club Italia).
Le reazioni dei vertici federali e dello staff tecnico
A margine delle premiazioni, il Presidente della FMI Giovanni Copioli ha espresso enorme orgoglio per una vittoria che definisce una vera e propria pagina di storia dello sport italiano. Copioli ha sottolineato il valore di essersi riconfermati in un contesto difficile e profondamente diverso rispetto a quello del 2025, elogiando la straordinaria determinazione, la compattezza e lo spirito di squadra dimostrati dai piloti nell’affrontare infortuni e noie meccaniche. Ha poi rivolto un ringraziamento speciale al Coordinatore Enduro Franco Gualdi (giunto alla sua cinquantesima Sei Giorni), al CT Cristian Rossi, ai tecnici, allo staff e ai team per il prezioso lavoro di sinergia svolto, ricordando infine che i festeggiamenti ufficiali della squadra si terranno il prossimo 10 dicembre a Rimini in occasione della “Moto d’Oro”.
Alle parole del presidente hanno fatto eco quelle del Commissario Tecnico Cristian Rossi, che ha definito fantastica e meravigliosa l’impresa compiuta. Il CT ha evidenziato come l’atteggiamento dei ragazzi, concentrati fin dal primo giorno e capaci di curare ogni minimo dettaglio, sia stato la vera arma in più per superare le pesanti avversità fisiche riscontrate lungo il percorso. Rossi ha voluto rimarcare il lavoro fondamentale svolto da tutto lo staff della nazionale e dai tecnici Balboni, Benedetti, Canova e Zanni, proiettando già lo sguardo al prossimo impegno del 2027 in Galles, dove l’Italia sarà chiamata a difendere entrambi i titoli iridati.
Credit foto Andrea Verona Fb