Runner cieco corre da solo grazie a un app, la storia di Thomas Panek

di Pietro Minardi

Thomas Panek, runner americano cieco a causa degli sviluppi di una retinite pigmentosa, ha recentemente realizzato il suo sogno di tornare a correre da solo, senza l’ausilio del suo cane guida Blaze o di una guida umana.

LA VITA DA ATLETA DI PANEK

Correre da soli è una cosa che iniziamo ad imparare fin da piccoli, quando il nostro cervello impara i cosiddetti schemi motori di base. Ma per una persona che ha perso l’uso della vista, azioni elementari come questa risultano complicate da realizzare, se non attraverso un aiuto esterno.

Panek è stato capace, nel 2015, di correre la maratona di Boston in 3 ore e 42 minuti, con Scott Jurek, un ultramaratoneta che lo ha guidato in questa impresa. Il runner americano, amministratore delegato di Guiding Eyes for the Blind, azienda che fornisce cani guida a persone con grave perdita della vista, ha avviato un progetto per addestrare alcuni migliori amici dell’uomo a fare attività sportiva podistica. Fra questi vi è anche il suo cane, Blaze, con il quale Panek riesce a correre un miglio in circa nove minuti.

L’IDEA DI GOOGLE

Ma Panek voleva molto di più: aveva il desiderio di tornare a correre sulle sue gambe, senza aiuti. Così, l’atleta ha presentato la sua idea al colosso americano Google, i cui ingegnieri sono stati chiamati in causa lo scorso anno durante un hackathon, un evento di brainstorming aziendale in cui vengono presentati progetti innovativi.

Così, il team della catena di Bill Gates ha ideato un app basata su un sistema di intelligenza artificiale, che permette di connettere lo smartphone del runner con una imbracatura da mettere attorno alla vita. Un’app sfrutta la fotocamera del cellulare per tracciare il percorso mentre il software (utilizzato per la progettazione di videogiochi) invia in automatico segnali audio a delle cuffie a conduzione ossea che vibrano se il corridore si allontana dal tracciato.

Panek ha condotto diversi esperimenti in questi mesi, basati su piccole distanze. Poi, a novembre 2020, è arrivato il grande atleta: cinque chilometri corsi da solo a Central Park. In una fredda giornata autunnale, Panek correva a maniche corte, felice di potere realizzare il suo sogno.

Non è ancora chiaro i futuri sviluppi che potrà avere questo tipo di tecnologia, ma le potenzialità da questo punto di vista sono enormi.