Scendete dai piedistalli, voi e i vostri sorrisi. Riponete i vostri “buongiornissimi”, le vostre citazioni motivazionali e quella fastidiosa energia di chi ha già fatto tai chi o yoga all’alba. Oggi non è giornata. È il Blue Monday, il lunedì più deprimente dell’anno, e per legge non scritta della sopravvivenza sociale, i felici devono abdicare.
La storia di questa ricorrenza è, ironicamente, figlia del marketing più che del malessere. Tutto nasce nel 2005, quando il canale televisivo Sky Travel decise che serviva una scusa scientificamente credibile per spingere i telespettatori a prenotare una vacanza e combattere la noia invernale.
Lo psicologo Cliff Arnall (o chi per lui) mise insieme un’equazione che farebbe impallidire un matematico: incrociò il meteo infame, i debiti post-natalizi, i giorni trascorsi dal fallimento dei buoni propositi e il basso livello di motivazione.
Risultato? Il terzo lunedì di gennaio (ma a volte il secondo o il quarto) è ufficialmente il baratro dell’umore. Una pseudoscienza così affascinante che ormai ci crediamo per avere il pretesto di essere insopportabili per ventiquattro ore.
Se nel resto d’Italia qualcuno prova ancora a resistere, la Sicilia oggi ha deciso di abbracciare il Blue Monday con un entusiasmo (negativo) senza precedenti. Mentre scriviamo, una bufera si sta abbattendo su gran parte dell’isola. Vento che fischia tra le persiane, pioggia battente e un’atmosfera tale da indurre i siciliani a mettere i legumi “a mollo” e verificare l’offerta delle serie sulle piattaforme televisive.
Ma guardiamo il lato positivo: il maltempo è il miglior alleato dei tristi. Non c’è niente di peggio che sentirsi depressi sotto un sole radioso che ti obbliga a uscire. La tempesta siciliana, invece, offre il perfetto alibi morale: restare sotto il piumone, guardare fuori con sguardo malinconico e sentirsi finalmente in sintonia con il cosmo. Se fuori c’è l’apocalisse, nessuno può chiederti perché hai il muso lungo.
Dunque, chi oggi sprizza gioia, faccia un passo indietro. Lasciate crogiolare nel “blu” gli scontrosi senza tentare di rallegrarli. Non è pessimismo: è coerenza meteorologica e spirituale. Essere tristi quando tutto intorno complotta per esserlo è l’unica forma di equilibrio rimasta.
In fondo, questa giornata passerà, così come passano debiti e “cotte” estive.