OLTRE UN MILIARDO DI DANNI. STATO DI EMERGENZA REGIONALE

Il ciclone Harry è stato una tragedia per la Sicilia. Il governo in una prima stima ha dichiarato danni per 741 milioni di euro, ma mancano i danni all’agricoltura e i ristori per le chiusure di attività. Il totale fa quindi oltre un miliardo, in gran parte nelle province orientali. Ieri il governo ha dichiarato lo stato di emergenza regionale e richiesto quello nazionale. Oggi e domani sopralluogo di Schifani nelle province devastate.
MUSUMECI SI IMPEGNA PER LO STATO DI EMERGENZA NAZIONALE

Il Ministro della Protezione civile, Nello Musumeci, durante la sua visita nelle zone colpite dal ciclone Harry, ha assicurato che nel Consiglio dei Ministri della prossima settimana su sua proposta verranno accolte le richieste di calamità nazionale che saranno avanzate dalle tre regioni colpite. Il Ministro si è augurato che le Regioni presentino al più presto la documentazione inerente ai danni in modo da accelerare tutte le procedure.
DC. CIRILLO SI DIMETTE. ORA DECIDONO I PARLAMENTARI

Sembra che la Democrazia Cristiana abbia deciso per la propria sopravvivenza, piuttosto che trasmigrare nelle file di altri partiti. Il segretario regionale della DC, Stefano Cirillo, ha presentato le sue dimissioni e la direzione regionale ha affidato ai deputati regionali il compito di guidare il percorso fino al congresso regionale. La decisione potrebbe rendere molto più complicato il ritorno del partito all’interno del governo regionale.
INTERROGATORIO DI MANCUSO. NUOVE ACCUSE DALLA PROCURA

Il deputato regionale Michele Mancuso ha affrontato ieri l’interrogatorio di garanzia davanti al Gip di Caltanissetta per l’accusa di corruzione per una presunta tangente da 12.000 euro per la quale la procura ha chiesto gli arresti. Mancuso ha sostenuto la propria innocenza. La procura ha però avanzato una nuova contestazione su 2.000 euro trovati sotto un tappetino dell’auto della moglie in un foglio con il nome di un operatore sanitario.
OBBLIGO DI DIMORA A CORLEONE PER LA FIGLIA DI RIINA

Maria Concetta Riina, primogenita del boss mafioso Totò Riina è tornata a Corleone in seguito alla decisione del gip di Firenze che, dopo il suo arresto con il marito per estorsione aggravata, ha disposto l’obbligo di dimora nel comune d’origine. La donna vivrà con la madre Ninetta, sorella del killer pluriassassino Leoluca. La via dove abitano è intitolata al giudice Cesare Terranova, ucciso dalla mafia nel 1979, su mandato anche di Totò Riina.
PALERMO, RAGAZZINI SPARANO IN STRADA PER ALLENARSI

Secondo quanto riportato dal Giornale di Sicilia, alcuni giorni fa un gruppo di ragazzini per provare le loro pistole hanno sparato più volte in pieno centro a Palermo su un’auto parcheggiata, senza porsi nemmeno il problema di essere visti. La scena viene segnalata da un poliziotto fuori servizio. Arrivano le volanti che bloccano i giovani e segnalano tutto alla Procura per i minori. Ci piacerebbe sapere se sono in carcere come dovrebbe essere.