Il silenzio grigio che avvolge il quartiere Sante Croci a Niscemi è interrotto solo dallo scricchiolio sinistro della terra che continua a muoversi. La città sta vivendo ore di profonda angoscia a causa di un imponente dissesto idrogeologico che, per proporzioni e violenza, riporta la memoria collettiva al tragico evento del 1997. Un intero versante collinare è scivolato verso valle, squarciando l’abitato e recidendo i legami viari che tengono in vita il comune del nisseno.
Il fronte della frana è vastissimo. Secondo le prime stime, il movimento del terreno si estenderebbe per circa cinque chilometri lungo il versante sud-orientale, colpendo duramente i quartieri Sante Croci e Pirillo. Le fratture nel suolo si sono propagate rapidamente, partendo dal belvedere cittadino per arrivare a lambire il torrente Benefizio. In alcuni punti, il dislivello creato dallo smottamento ha raggiunto i sette metri, trasformando strade e piazze in una scacchiera di asfalto frantumato.
La situazione è precipitata nelle ultime ore, complici le abbondanti piogge che hanno saturato un terreno già fragile. Dopo un primo segnale di allarme avvenuto il 16 gennaio, il nuovo cedimento di ieri pomeriggio ha dato quello che molti residenti definiscono come il colpo definitivo a una zona già segnata dal passato.
I numeri dell’emergenza sono impressionanti per una comunità di 23.000 abitanti: circa mille persone hanno dovuto abbandonare le proprie case. Le operazioni di sgombero, coordinate freneticamente da Vigili del Fuoco, Protezione Civile e Forze dell’Ordine, hanno interessato numerose vie del centro abitato, dove le lesioni strutturali agli edifici non garantivano più alcuna sicurezza.
Il fulcro dell’assistenza è diventata la palestra comunale “Pio La Torre”, trasformata in un centro di accoglienza e base operativa del Coc (Centro Operativo Comunale). Qui la Croce Rossa sta fornendo supporto psicologico e materiale a chi, in pochi minuti, ha dovuto racchiudere la propria vita in poche borse. È previsto inoltre l’arrivo di un contingente speciale da Roma per l’allestimento di ulteriori campi di accoglienza, segno evidente che l’emergenza non si risolverà in tempi brevi.
Oltre al dramma degli sfollati, Niscemi deve fare i conti con un isolamento geografico quasi totale: resta solo la SP 31, che conduce all’imbocco della Sud Occidentale Sicula, a scongiurare l’isolamento del centro in provincia di Caltanissetta dal resto dell’isola.
La macchina dei soccorsi si è mossa ai massimi livelli. Il sindaco Massimiliano Conti ha ricevuto rassicurazioni dirette sia dal Governo nazionale che dalla Regione Siciliana. Il Ministro della Protezione Civile, Nello Musumeci, e il Presidente della Regione, Renato Schifani, hanno confermato l’invio di squadre tecniche specializzate per monitorare l’evoluzione del fronte franoso e pianificare i primi interventi di messa in sicurezza.
Mentre per la giornata odierna è stata disposta la chiusura di tutte le scuole, l’attenzione resta altissima. In mattinata è previsto un vertice in Prefettura con il prefetto di Caltanissetta, Licia Donatella Messina, per fare il punto sulla tenuta idrogeologica dell’area e per valutare soluzioni urgenti che possano scongiurare il blocco totale dei collegamenti viari.