CICLONE HARRY, ALLA SICILIA L’INSULTO DELL’INDIFFERENZA

di Umberto Riccobello

C’è una ferita che brucia quasi quanto i danni materiali lasciati dal Ciclone Harry: quella dell’indifferenza. Mentre la Sicilia conta i danni di un evento atmosferico senza precedenti, che ha messo in ginocchio comunità e interi comparti produttivi, il resto del Paese sembra guardare altrove. È questa l’amara constatazione che emerge dai sopralluoghi istituzionali del Presidente del Senato, Ignazio La Russa, e del Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, Gaetano Galvagno.

Entrambi hanno sollevato il velo su una realtà imbarazzante: una disattenzione mediatica nazionale che suona come un insulto a un intero territorio. La Russa ha sottolineato con forza la necessità che i grandi network televisivi e la stampa nazionale si occupino di questo dramma con la stessa intensità riservata ad altre catastrofi. Il messaggio è chiaro: non si può ignorare il grido di aiuto di commercianti, agricoltori e famiglie solo perché, fortunatamente, la prevenzione ha evitato di dover contare delle vittime in diretta.

Il Presidente del Senato ha lanciato una proposta concreta: una grande raccolta fondi nazionale supportata dai media. Un’iniziativa che non dovrebbe essere un’eccezione, ma la prassi per una nazione unita. Eppure, finora, questo appello sembra essere caduto nel vuoto, costringendo le istituzioni locali a ipotizzare percorsi alternativi se i grandi palcoscenici dell’informazione continueranno a voltarsi dall’altra parte.

Dal canto suo, Gaetano Galvagno ha ribadito con fermezza che l’efficienza dei siciliani nel rispettare le allerte non può diventare un’attenuante per l’oblio. Il fatto che si sia evitata la tragedia umana non rende meno drammatico il disastro economico che ha travolto turismo, agricoltura e settore balneare. Galvagno ha ricordato come la Sicilia sia sempre in prima linea quando il dramma colpisce altre latitudini; oggi, chiedere un canale dedicato per le donazioni e un’attenzione dignitosa non è un favore, ma un atto di giustizia.

Mentre il mondo dello sport e le tifoserie locali danno l’esempio con gesti di generosità concreta — come il Catania Calcio del Presidente Ross Pelligra, che ha devoluto l’intero incasso della partita di ieri — il silenzio dei grandi centri del potere informativo resta assordante. È inaccettabile che un’emergenza di queste proporzioni venga relegata a trafiletto di cronaca locale.

La Sicilia, come ricordato da Galvagno citando il motto “Melior de cinere surgo”, ha la forza per risorgere dalle proprie ceneri. Resta da capire se il Paese vorrà essere parte di questa rinascita o se preferirà continuare a ignorare una ferita che riguarda tutti. Il tempo delle parole di circostanza è finito: servono riflettori accesi e aiuti immediati. Il silenzio dei media nazionali, oggi, è complice del fango.