LA MEMORIA È LA SALVEZZA DELL’UMANITÀ

di Rino Piscitello

Il 27 gennaio, giornata dedicata alla commemorazione delle vittime dell’olocausto nel giorno in cui ottant’anni fa venne liberato il campo di concentramento di Auschwitz.

Oltre dieci milioni di morti nei campi di sterminio nazisti.

Se leggessimo tutti i loro nomi di seguito senza interromperci mai, ci vorrebbe più di un anno.

Fu l’eliminazione sistematica degli ebrei. E con loro omosessuali, zingari, testimoni di Geova, disabili, oppositori politici e persino prigionieri di guerra.

Quei dieci milioni di morti ci chiamano al dovere della memoria, unica vera salvezza dell’umanità.

La memoria è il vaccino contro una malattia che può tornare, che è dentro l’umanità, che è dentro di noi.

Per ricordare l’orrore di episodi come il rastrellamento del ghetto di Roma e quel treno stipato con 1.020 ebrei romani partito il 18 Ottobre 1943 dalla stazione Tiburtina.

E insieme per ricordare l’oscenità del silenzio e dell’indifferenza di tanti.

Ma anche il coraggio di chi si oppose e, a rischio della propria vita, diede rifugio a quei perseguitati.

Perché, come recita il Talmud, “chi salva una vita, salva il mondo intero”.

Quella barbarie non ha risparmiato la nostra Isola.

Varie ricerche elencano infatti 855 siciliani all’interno dei lager nazisti e tra di essi tanti quelli che non sono tornati.

Erano ebrei nati in Sicilia, e anche militari siciliani sbandati dopo l’8 settembre e finiti nei rastrellamenti nazisti.

Quello che accadde allora non è comparabile con nessun altro avvenimento.

Quello che dobbiamo dire con chiarezza è che l’orrore e la barbarie dell’antisemitismo è ancora oggi presente e va isolata.

Mostri negazionisti e antisemiti di ogni colore che spesso per non dichiararsi antisemiti, si dichiarano antisionisti, cioè contro il diritto all’esistenza dello Stato di Israele, che è la stessa identica cosa.