La seduta di ieri dell’ARS è stata dedicata interamente alla gestione dell’emergenza seguita al passaggio del ciclone Harry. I lavori si sono aperti sotto la presidenza di Gaetano Galvagno, il quale, prima di dare il via al dibattito in aula, aveva convocato una riunione dei capigruppo per modificare l’ordine del giorno e permettere la discussione immediata delle misure di sostegno ai territori colpiti.
Il testo approvato dall’aula costituisce un primo pacchetto di interventi e stanzia complessivamente 40,836 milioni di euro. Tali risorse si aggiungono ai 50 milioni precedentemente deliberati dalla giunta Schifani e ai 33 milioni di stanziamento nazionale, portando il fondo per le prime spese a circa 124 milioni.
La legge ripartisce le risorse assegnando 20 milioni di euro alla Protezione Civile, 5 milioni al comparto della pesca e altri 5 milioni per gli interventi di competenza dell’agricoltura. Sul fronte del turismo balneare, è stata approvata l’esenzione dal pagamento dei canoni demaniali per il 2026 per le attività che hanno subito danni, con un impegno finanziario di circa 10 milioni di euro.
L’assessora al Territorio e ambiente Savarino ha spiegato a tal proposito l’intenzione di avviare un confronto con il governo nazionale per ottenere una deroga sulle scadenze delle concessioni, motivata dalle modifiche morfologiche subite dalle coste che rendono necessaria una revisione della pianificazione demaniale.
La norma dispone inoltre l’esenzione dal pagamento del pedaggio autostradale, da febbraio a giugno, per i residenti delle province di Messina e Catania presso i caselli di Taormina, Giardini Naxos e Roccalumera. Per coprire i mancati introiti del Consorzio autostrade siciliane, la Regione verserà 800mila euro. Sul piano amministrativo, è stata prevista l’istituzione di una sottocommissione ad hoc della Commissione tecnico specialistica (Cts) per accelerare il rilascio delle autorizzazioni ambientali necessarie alla ricostruzione.
La seduta ha registrato un momento di tensione politica durante la votazione di un ordine del giorno presentato dal deputato Cateno De Luca. Nonostante il parere contrario espresso dal governo, l’aula ha approvato a voto segreto, con 32 voti favorevoli e 24 contrari, l’impegno per la Giunta a chiedere al governo nazionale di dirottare 5,3 miliardi di euro del Fondo sviluppo e coesione, attualmente destinati al Ponte sullo Stretto, verso le popolazioni colpite dall’evento climatico.
Parallelamente ai lavori d’aula, il governo Schifani ha definito un canale di sostegno attraverso l’assessorato alle Attività produttive, predisponendo un bando da 20 milioni di euro per i primi aiuti alle imprese danneggiate.
La gestione della misura è affidata all’Irfis, l’istituto finanziario della Regione, che pubblicherà sul proprio sito la modulistica per richiedere i rimborsi. L’accesso ai contributi sarà regolato da un iter semplificato, basato sulla presentazione di un’autocertificazione accompagnata dalla perizia giurata di un professionista.