ESTORSIONI E MAFIA STRACCIONA

di Antonino Piscitello

Per quasi un anno e mezzo, tra l’aprile del 2022 e l’ottobre del 2023, diverse attività tra viale Michelangelo e Borgo Nuovo hanno vissuto una quotidianità segnata da estorsioni, prevaricazioni e violenze continue.

Era mafia, ma una mafia stracciona che una volta sarebbe stata considerata una vergogna dagli stessi boss.

Estorsioni, ma anche consumazioni gratuite, forme di bullismo, maltrattamenti ai dipendenti, violenze immotivate.

La Polizia di Stato ha messo fine a questa situazione con l’arresto di nove persone, quasi tutte legate alla famiglia Cintura, un nome che da tempo compare nelle indagini sulla criminalità locale. 

Per otto di loro si sono aperte le porte del carcere, mentre uno è stato posto ai domiciliari.

Le indagini della Squadra Mobile raccontano una realtà fatta di pressioni costanti, che andavano ben oltre la classica richiesta di denaro. 

Il gruppo imponeva la propria presenza nei locali, specialmente di notte, trasformando i negozi in spazi privati dove consumare gratis e dettare regole proprie. Molti dipendenti, non reggendo più il peso delle intimidazioni e delle violenze fisiche, hanno scelto di licenziarsi.

I titolari che provavano a opporsi vedevano i propri locali danneggiati pesantemente. Non era solo una questione di soldi, ma di un controllo fisico del quartiere che rendeva impossibile il normale svolgimento del lavoro.

A sbloccare la situazione è stata la scelta di alcuni commercianti di non subire più in silenzio

Nel 2023, un imprenditore ha sporto diverse denunce raccontando i pestaggi subiti dal personale e i raid vandalici subiti dalle strutture. 

Gli investigatori hanno poi lavorato su intercettazioni e, soprattutto, sulle immagini delle telecamere di sorveglianza, che hanno ripreso diverse fasi delle aggressioni.

Le telecamere sono state fondamentali per dare un volto e un nome a chi pretendeva omaggi e consumazioni gratuite, trasformando ogni “no” in una spedizione punitiva.

In molti casi, la soggezione era tale che i titolari cedevano immediatamente a ogni richiesta pur di evitare il peggio.

L’intervento della Polizia ha però dato un segnale concreto a una zona della periferia che si sentiva abbandonata. 

L’obiettivo ora è fare in modo che quel “respiro di legalità” non sia solo temporaneo, ma permetta alle imprese di viale Michelangelo di tornare a lavorare senza il timore di aggressioni continue.