DONNALUCATA, 72ENNE SELVAGGIAMENTE PICCHIATO

di Antonino Piscitello

Un uomo di 72 anni è stato vittima di un brutale pestaggio nella serata di ieri a Donnalucata, frazione di Scicli. L’aggressione, avvenuta in via Roba delle Navi per mano di tre individui, ha le sembianze di una vera e propria “spedizione punitiva”.

Mentre la vittima si trova ricoverata all’ospedale di Modica, la comunità locale esprime forte preoccupazione per una recrudescenza di violenza che ha visto, solo pochi giorni fa, un altro grave accoltellamento nel centro di Scicli.

L’episodio si è consumato intorno alla prima serata nei pressi dell’ex mercato ortofrutticolo di Donnalucata. Secondo le ricostruzioni fornite dagli inquirenti e dai testimoni, il settantaduenne I. A. è stato circondato da tre persone che si sono accanite su di lui con inaudita ferocia. Dopo averlo colpito ripetutamente al volto e al corpo, i tre si sono dileguati tra le stradine limitrofe, lasciando l’anziano esanime sull’asfalto.

Alcuni passanti, notando l’uomo a terra, hanno lanciato l’allarme permettendo l’arrivo dei soccorritori del 118. Il settantenne è stato trasportato d’urgenza all’ospedale “Maggiore-Nino Baglieri” di Modica; sebbene abbia riportato ferite profonde e numerosi traumi, le sue condizioni non risulterebbero critiche, ma resta sotto stretto monitoraggio medico.

Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia Locale di Scicli per i rilievi tecnici e per transennare l’area. Le indagini vertono sulla ricostruzione del movente: pare che durante il pestaggio gli aggressori abbiano fatto riferimento a “vecchie ruggini” o conti in sospeso con l’anziano, elemento che avvalora l’ipotesi di un raid pianificato.

Fondamentali per l’identificazione dei responsabili saranno le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona, che gli inquirenti stanno già analizzando. Al momento, nessuna pista è esclusa, ma l’attenzione è rivolta alla cattura dei tre fuggitivi che hanno seminato il panico nella frazione balneare.

Quello che è successo a Donnalucata è l’ennesimo schiaffo in faccia a chi crede ancora nel vivere civile. Siamo di fronte a una Sicilia che sembra aver perso il senso del limite, dove la violenza è diventata il primo e unico linguaggio per risolvere qualsiasi banalità.

Vedere un anziano ridotto così fa rabbia, una rabbia profonda che nasce dal sentirsi ostaggi di un manipolo di vigliacchi che si muovono in branco.

Tra accoltellamenti e pestaggi selvaggi, sembra che l’isola stia scivolando in una barbarie quotidiana dove nessuno è più al sicuro, neanche per fare una passeggiata.

Non servono più i soliti fiumi di parole o le promesse di rito: serve che lo Stato si faccia sentire davvero, con una forza che sia superiore alla ferocia di questi delinquenti.

Il patto sociale è saltato e, se non si ristabilisce subito la certezza della pena, finiremo per rassegnarci all’idea che la legge del più forte sia l’unica rimasta a governare le nostre piazze. È ora di smetterla di guardare dall’altra parte.