IL TAR: SOSPESI OBBLIGHI YOUPORN SU ETÀ UTENTI

di Elena Mandarà

Il TAR ha accolto il ricorso di Aylo, la società che gestisce Pornhub, YouPorn e RedTube contro la delibera AGCOM sugli obblighi di verifica dell’età degli utenti

Con l’approvazione nel 2023 del cosiddetto “Decreto Caivano”, il Governo aveva promesso regole ferree per garantire la protezione dei minori online, soprattutto riguardo la loro esposizione a contenuti di carattere pornografico.

Proprio a questo scopo, infatti, era stata inserita nella legge una disposizione con cui imporre l’obbligo in capo a gestori di siti web e fornitori di piattaforme di contenuti pornografici di introdurre sistemi efficaci di verifica dell’età degli utenti. Ad oggi, però, questa disposizione è ancora lettera morta e, dopo la recente decisione da parte del TAR, probabilmente lo rimarrà a lungo.

Per dare attuazione alla norma, era previsto che l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) adottasse un provvedimento per individuare le misure ritenute adeguate a consentire la verifica dell’età degli utenti.

Uno degli aspetti più problematici legati alla tutela dei minori online è rappresentato proprio dalle difficoltà tecniche nell’accertare l’età degli utenti, dal momento che le soluzioni sperimentate sino a ora si sono rilevate in efficaci. È anche per questo che si discute sempre più spesso di introdurre meccanismi di verifica dell’identità degli utenti, ma non si tratta certo di una soluzione priva di problemi.

Tornando all’attuazione del Decreto Caivano, AGCOM ha adottato la delibera richiesta il 12 maggio scorso e pubblicato all’inizio di novembre l’elenco dei soggetti che si sarebbero dovuti conformare ai requisiti entro il successivo 12 novembre – nel caso di piattaforme stabilite in Italia – o il 1 febbraio 2026, nel caso di tutti gli altri.

La decisione di AGCOM è stata però impugnata da alcuni colossi del settore, fra cui Aylo, la società che gestisce piattaforme come Pornhub, YouPorn e RedTube, e l’impugnazione è stata accolta dal TAR, che ha quindi sospeso, almeno per adesso, l’applicazione degli obblighi.

In attesa di capire come si evolverà la situazione, uno dei temi di cui si è discusso di più in questi mesi è se l’introduzione di questi strumenti possa contribuire realmente a tutelare i minori. Uno dei primi effetti di queste nuove regole è stato, infatti, il vertiginoso aumento dell’utilizzo delle VPN – strumenti che consentono di accedere a Internet camuffando la propria reale posizione – per sottrarsi ai controlli sull’età. Con la conseguenza che non solo i minori continuano di fatto a poter accedere ai contenuti pornografici, ma lo fanno esponendosi anche a rischi ulteriori, come quello del furto dei dati, di cui probabilmente non sono neanche consapevoli.