NISCEMI, IL CICLONE E NON SOLO RINVIANO IL RIMPASTO

La frana di Niscemi, i danni terribili del ciclone Harry, ma anche l’incertezza rispetto ai prossimi passaggi politici e il timore di inserire ulteriori elementi di instabilità hanno determinato il rinvio sine die (probabilmente se ne riparlerà ad aprile) del rimpasto alla Regione. La stessa encomiabile scelta di Schifani di annullare il 90% dei propri impegni, per dedicarsi ai danni provocati dal maltempo, ha contribuito a spostare l’argomento.
LA PREGHIERA DEL PAPA PER NISCEMI

Papa Leone XIV ieri durante l’Angelus in Piazza San Pietro ha assicurato le sue preghiere per le popolazioni “dell’Italia meridionale, specialmente di Niscemi in Sicilia, colpite da inondazioni e frane” e ha esortato le comunità a rimanere unite e solidali. Intanto a Niscemi comincia oggi il recupero con i vigili del fuoco di beni e oggetti personali presenti nelle abitazioni da 10 a 50 metri dal fronte della frana.
IL 28 MARZO A MESSINA SCENDONO IN PIAZZA I PRO PONTE

Sì al Ponte, Sì all’Alta Velocità e Sì allo sviluppo sostenibile. Inizia così l’appello per la partecipazione ad una manifestazione il 28 marzo. Questa volta, contro gli estremismi anti siciliani dei No Ponte, scendono in piazza i Pro Ponte. Decine di associazioni, oltre che i sindacati Ugl e Cisal vogliono manifestare per dire “basta alla sottrazione dei fondi per le infrastrutture strategiche solo per Sicilia e Calabria”. Per il Ponte e per lo sviluppo del Sud.
LE DIMISSIONI DI BASILE E I SOGNI DI GRANDEZZA DI CATENO

Cateno De Luca, ha ormai acquisito la consapevolezza di non avere alcuna speranza di diventare presidente della Regione, ma continua a pensare di poter fare il mattatore. Ha fatto dimettere, in piena emergenza danni per il maltempo, il sindaco di Messina, Federico Basile, per ricandidarlo alle successive elezioni comunali sperando di ottenere così una piccola centralità mediatica. Il mancato accordo con il centrodestra si rivelerà per lui fatale.
40 ANNI FA IL MAXIPROCESSO E LA MAFIA INIZIAVA A PERDERE

Il 10 febbraio del 1986, 40 anni domani, cominciava nell’aula bunker il maxiprocesso alla mafia, voluto prima di tutto da Falcone, da Borsellino e da un gruppo di magistrati determinati. Imputati tutti i componenti della cupola mafiosa. 19 ergastoli e condanne per oltre 2.500 anni di carcere. La mafia diede poi terribili colpi di coda, a partire dagli attentati a Falcone e Borsellino, ma fu quel giorno che iniziò ad essere sconfitta.
DISCOTECHE PALERMO, IL RICATTO DI CHI VUOLE ENTRARE GRATIS

La notte tra sabato e domenica un gruppo di giovani ha tentato di entrare senza pagare alla discoteca Zaya di Palermo. Respinti dai buttafuori hanno creato danni anche a negozi vicini. Confesercenti durissima parla esplicitamente di ricatto. Chi vuole entrare e bere gratis minaccia i proprietari di creare risse o danni che determineranno la chiusura del locale da parte del questore anche senza alcuna colpa dei gestori. Noi lo diciamo da tempo.