Antonino Zichichi è morto a Losanna all’età di 96 anni. Con la scomparsa del fisico trapanese, professore emerito dell’Università di Bologna, si chiude una stagione centrale per la ricerca scientifica italiana, segnata da scoperte sperimentali e dalla creazione di infrastrutture di rilievo internazionale.
Formatosi a Palermo, Zichichi ha legato la sua carriera al CERN di Ginevra, dove nel 1965 coordinò il team che per primo osservò l’antideutone, fornendo un contributo essenziale alla fisica delle particelle e allo studio dell’antimateria. Questa attitudine alla ricerca sperimentale è stata affiancata da una spiccata capacità organizzativa: durante la sua presidenza dell’Istituto nazionale di fisica nucleare, tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta, fu il principale promotore della costruzione dei Laboratori nazionali del Gran Sasso.
L’opera di Zichichi ha trovato in Erice un fulcro strategico attraverso la fondazione del Centro di cultura scientifica Ettore Majorana. In questo contesto nacque anche la World Federation of Scientists, organizzazione finalizzata a utilizzare la cooperazione scientifica per affrontare le crisi globali e sostenere lo sviluppo tecnologico nei paesi del terzo mondo. Al di là dei ruoli istituzionali, la sua figura è rimasta impressa nell’immaginario collettivo per un’intensa attività di divulgazione televisiva, caratterizzata da un linguaggio che mirava a rendere accessibili i complessi meccanismi della fisica subnucleare.
Nella comunità scientifica Zichichi ha occupato una posizione peculiare anche per il suo dichiarato orientamento cattolico, sostenendo la piena compatibilità tra fede e metodo scientifico. Tale visione lo ha portato spesso su posizioni critiche verso la teoria dell’evoluzione darwiniana, di cui contestava la mancanza di una rigorosa base matematica, pur distanziandosi dalle interpretazioni creazioniste che negavano i dati della ricerca. La sua scomparsa priva il mondo della scienza di una voce che ha costantemente rivendicato il primato delle leggi naturali come espressione di un ordine razionale superiore.