Credo che la giornata di ieri con il folle risultato dell’ultimo voto sugli enti locali sia stata la prova provata del fatto che la Sicilia non sarà pienamente governabile fino a quando sarà previsto il voto segreto su ogni provvedimento e non soltanto sulle questioni che riguardano persone o problemi di coscienza come in quasi tutti i parlamenti democratici del mondo.
Non vi sono più dubbi. In Sicilia nessun provvedimento può passare senza il beneplacito dell’opposizione. Una norma per essere approvata all’ARS ha bisogno di un passaggio preliminare: la disponibilità, concordata attraverso scambi più o meno espliciti, dell’opposizione a non chiedere il voto segreto. Tramite questo sistema, l’opposizione governa e realizza nei collegi i propri desiderata. Ed ha un totale potere di interdizione su ogni provvedimento.
Un compromesso continuo che non fa bene alle istituzioni e al corretto confronto tra le forze politiche di maggioranza e opposizione. Ma soprattutto non fa bene al Governo regionale.
Rispondo subito a una delle principali obiezioni che recita all’incirca così: “ma se l’opposizione è minoranza, il problema sta nella mancanza di tenuta della maggioranza”. Non è così. Tutti sanno che con il voto segreto ogni deputato manifesta ogni genere di insoddisfazione e ne bastano poche per ribaltare le maggioranze.
L’altra obiezione, ossia il fatto che abolendo il voto segreto si limita la democrazia, non merita una risposta. La democrazia è confronto, mai ricatto.
L’unica valutazione che rimane in piedi e che merita una riflessione approfondita è la cosiddetta domanda del gatto che si morde la coda. “Come puoi abolire il voto segreto se la sua cancellazione deve avvenire con il voto segreto?”
A questa domanda la risposta è difficile, ma non impossibile.
Occorre il massimo di determinazione e coraggio del governo e dei partiti di maggioranza.
Occorre cioè prendere atto del fatto che non si può continuare a governare con l’assenso dell’opposizione. Va quindi lanciato un aut aut a tutti i 70 parlamentari dell’ARS: se non si abolisce il voto segreto, si va tutti a casa e alle prossime elezioni il centrodestra si ripresenterà mettendo l’abolizione del voto segreto al primo punto del proprio programma.
La prospettiva del tutti a casa è l’unica che probabilmente potrebbe diventare davvero molto convincente.