Si tratta di un terribile dejà vu. Abbiamo già visto tutto alcuni anni fa con la candidatura e, purtroppo, l’elezione di Rosario Crocetta a Presidente della Regione e alla nascita del suo movimento, il Megafono, oggi completamente dimenticato. Adesso c’è La Vardera con il suo Controcorrente. Ma i meccanismi sono identici: una porzione abbondante di populismo, un’opposizione senza alcun criterio, gli insulti a prescindere contro chi governa e un gigantesco delirio di onnipotenza.
Quella di Crocetta fu una tragedia per la Sicilia che ci costò miliardi di euro e ci consegnò in mano a imbroglioni, profittatori, poteri forti e spioni, molti dei quali condannati e alcuni ancora sotto processo. Un crollo per l’economia e anche per l’immagine della Regione. Finì con un debito gigantesco e con Crocetta espatriato in Tunisia. Ma i danni continuiamo a pagarli noi.
C’erano centinaia di persone agli incontri di Crocetta come oggi a quelli di La Vardera. Ma se chiedete a uno qualsiasi dei presenti a quegli incontri, nessuno oggi vi parlerà bene di Crocetta e forse negherà persino di essere stato presente e magari lo avrà addirittura cancellato dalla memoria. La stessa cosa avverrà fra qualche anno ai sostenitori di La Vardera. E forse per allora nascerà un altro Masaniello nostrano.
Perché questo è uno dei difetti della nostra terra. Una parte di noi, di ognuno di noi, non smette di sperare in quello che potremmo definire “Uomo del destino”, il personaggio che deve cambiare tutto e che sistematicamente non cambia nulla.
Non è voglia di rivoluzione; è semmai voglia di mitizzare qualcuno che speriamo faccia tutto il lavoro al posto nostro. Ma così non è mai. Perché quello che rischiamo di fare diventare un mito, come Crocetta, Orlando o un qualsiasi La Vardera, è stato costruito da qualcuno per diventare un mito e ha avuto appoggi potenti dalla sua parte.
Perché controllare un partito o addirittura una coalizione non è per nulla semplice, anzi spesso è quasi impossibile. Ma controllare una singola persona, ambiziosa e follemente innamorata di se stessa, prepararla ad un ruolo e pomparla tra il popolino è molto semplice. Basta prendere un personaggio mediamente conosciuto con un’immagine manipolabile, diciamo una Iena, affiancarla ad alcuni slogan “contro tutto”, usare la propria forza economica e anche mediatica, e il gioco è fatto.
Sembra di vedere un leader, ma in verità è come uno sportivo pieno di anabolizzanti pronto ad esplodere. Tanto, quando la gente se ne accorge, è sempre troppo tardi e chi sta dietro l’arruffapopolo ha già incassato i suoi benefici.
E allora dobbiamo dirlo chiaro. La Sicilia sta crescendo e sta affrontando molti dei suoi limiti. Un’altro Crocetta sarebbe una catastrofe e non possiamo permettercelo.
Chi promette miracoli e paesi dei balocchi si trasforma sempre in una potente delusione e la nostra terra non merita di doverne sopportare un’altra.