LE DIGHE SONO PIENE. SICCITÀ FINITA. STOP TURNI A PALERMO

Finalmente un dato positivo dovuto alle piogge dell’intero mese di gennaio, ma anche ai primi interventi di messa in sicurezza operati dal governo regionale. I volumi d’acqua invasati nelle dighe siciliane hanno raggiunto un livello che consente di dire che la siccità degli anni passati è terminata. Un anno fa nelle dighe vi erano 266 milioni di metri cubi d’acqua. Un mese fa 230. Al primo febbraio sono 390. E a Palermo scatta lo stop alle turnazioni.
CONTINUA LA RICOGNIZIONE DEI DANNI DEL CICLONE

Prosegue rapidamente l’attività di ricognizione e quantificazione dei danni causati dal ciclone Harry, fondamentale per il sostegno del governo nazionale e per poter procedere a ristori e ricostruzione. Vi è stata una prima richiesta per 741 milioni e si attende per i prossimi giorni dal territorio una stima puntuale con l’apposita documentazione per inviarla al governo nazionale. La Regione ha finora stanziato risorse per 680 milioni di euro.
PALERMO, L’ACQUA ALLO ZEN LA PORTA LA MAFIA

Sotto gran parte del quartiere Zen 2 a Palermo vi sono chilometri di tubazioni abusive che non appartengono all’Amap, azienda dell’acqua della città, bensì alla mafia che convoglia l’acqua e la distribuisce facendola pagare ai cittadini. Un milione e mezzo di metri cubi d’acqua l’anno per un danno di 5 milioni di euro. Comune e Prefettura intendono cancellare questa vergogna. Ma per togliere l’acqua a migliaia di persone servirà un servizio alternativo.
LA VARDERA, OGGI CANDIDATO DELL’ESTREMA SINISTRA

Ismaele La Vardera è di fatto il candidato alle regionali dell’estrema sinistra siciliana. Ad essersi immediatamente schierati col nuovo fenomeno mediatico, simile in modo preoccupante a quello che fu il fenomeno Crocetta, esperimento devastante per la Sicilia, sono stati infatti i vertici di AVS, Alleanza Verdi e Sinistra. Una candidatura espressa quindi circa due anni prima della scadenza e che spacca la sinistra siciliana.
DONNA ACCOLTELLATA, ARRESTATO L’AGGRESSORE

L’aggressore della donna di Palermo accoltellata in piena Via Libertà è in carcere, in una struttura nella quale gli verranno comunque garantite le cure di cui necessita. Nell’interrogatorio il soggetto è apparso ancora una volta visibilmente confuso. Aveva attribuito il gesto ad un mancato sguardo da parte della malcapitata, ma sembra non si riferisse neppure alla donna accoltellata, bensì ad un’altra con la quale l’aveva scambiata.
QUELLA CASA È DIVENTATO IL SIMBOLO DELLA LOTTA AL RACKET

Hanno fatto fuggire la famiglia assegnataria di un appartamento ne quartiere Zen a Palermo per assegnarlo dietro pagamento a chi volevano. Ma, ad ostacolare gli obiettivi del clan, interviene ormai da tempo il Comune di Palermo con l’assessore Fabrizio Ferrandelli che da tre giorni con un gruppo di cittadini staziona e dorme nella casa e ci resterà fino alla nuova assegnazione. Quella casa è ormai diventata simbolo della lotta alla mafia.