La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni è tornata stamani a Niscemi mantenendo la promessa fatta e ha dato risposte adeguate alla gravità della situazione. Stanziati 150 milioni solo per il comune colpito dalla frana e la nomina come Commissario del capo della Protezione civile nazionale Fabio Ciciliano.
Mercoledì il Consiglio dei Ministri approverà il decreto e non vi è dubbio che la sensazione prevalente a Niscemi è quella di non essere stati lasciati soli. La Meloni ha incontrato al Comune il sindaco e una delegazione dei cittadini sfollati.
“Sono tornata oggi a Niscemi per un nuovo sopralluogo nelle aree colpite dalla frana, per incontrare i cittadini e dare risposte concrete. Lo Stato c’è. Per noi e’ molto importante che non accada quello che è successo dopo la frana del 1997” ha detto la premier.
La Presidente del Consiglio ha assicurato che il Governo lavora sulla viabilità e sulle sistemazioni temporanee degli sfollati che verranno poi indennizzati per comprare un’altra casa.
Prevista anche la sospensione dei tributi che riguarderà anche tuttii i territori colpiti dal ciclone Harry.
“Accolgo con grande apprezzamento il ritorno della Presidente del Consiglio oggi a Niscemi – ha detto il Presidente Schifani che oggi si trova a Roma per una serie di impegni legati appunto all’emergenza -. La sua presenza conferma l’attenzione concreta verso le nostre comunità, già dimostrata con la prima visita dello scorso 28 gennaio”.
Per quanto riguarda il Ciclone Harry, che ha lasciato una ferita profonda sul territorio siciliano, la macchina della ricostruzione e del ritorno alla normalità ha già innestato le marce alte. La priorità assoluta e dichiarata del Governo regionale è ora quella di trasformare la prima ricognizione dei danni in un dossier puntuale da presentare al governo nazionale, garantendo così alle attività produttive e ai cittadini il sostegno necessario per ripartire.
Al momento, la cifra ufficiale trasmessa alla Protezione civile nazionale si attesta su 741 milioni di euro, una stima iniziale destinata inevitabilmente a crescere man mano che i Comuni completano i sopralluoghi tecnici e inviano la documentazione necessaria.
Mentre il monitoraggio prosegue senza sosta attraverso i tavoli tecnici istituiti presso gli uffici del Genio Civile di ogni provincia, la Regione Siciliana non è rimasta a guardare. La Giunta Schifani ha infatti già introdotto risorse imponenti, stanziando 680 milioni di euro divisi in due distinte tranche. Una risposta immediata alle urgenze, in attesa che lo Stato di emergenza nazionale, già riconosciuto lo scorso 26 gennaio, porti a stanziamenti più corposi nel prossimo Consiglio dei ministri.
La sfida è contro il tempo. Entro mercoledì, gli uffici regionali puntano a inviare a Roma un’integrazione dettagliata che potrebbe far lievitare la conta complessiva dei danni fino a sfiorare i due miliardi di euro già preventivati.
Il rapporto con i ministeri dell’Economia e della Protezione Civile viene descritto come un dialogo operativo e serrato, orientato esclusivamente a bruciare le tappe per far arrivare i ristori nelle tasche di chi è stato messo in ginocchio dal maltempo. L’obiettivo comune resta quello di ridurre al minimo i tempi di attesa, trasformando la burocrazia dell’emergenza in un motore per la rinascita dell’Isola.