IL VOTO SEGRETO DISTRUGGE ANCHE GLI ENTI LOCALI

di Rino Piscitello

Il disegno di legge sugli enti locali che conteneva norme importanti per il funzionamento dei comuni siciliani esce dall’Assemblea Regionale massacrato dal voto segreto.

L’aula, con il meccanismo vigliacco di chi nasconde il proprio voto senza risponderne agli elettori, ha bocciato il terzo mandato per i sindaci di comuni inferiori ai 15.000 abitanti e il consigliere supplente di altro consigliere divenuto assessore.

Ne escono umiliati l’ANCI (associazione dei comuni che aveva più volte chiesto l’approvazione di quelle norme), i sindaci e i consiglieri comunali della Sicilia.

Unica nota positiva, l’approvazione finale senza voto segreto di quel moncherino di testo ha portato all’approvazione al suo interno delle quote rosa.

Da oggi, man mano che si svolgono le elezioni comunali, le giunte che ne usciranno conterranno almeno il 40% di donne, una norma di civiltà che già da un decennio è in vigore nel resto d’Italia e che rischiavamo che in Sicilia continuasse a non essere in vigore.

L’approvazione delle cosiddette quote rosa (in verità può valere anche per gli uomini il criterio di non dover essere in numero inferiore al 40% nelle giunte comunali) è soprattutto merito delle 15 donne che fanno parte dell’Assemblea Regionale che hanno vigilato affinchè il voto segreto non coinvolgesse anche quella norma.

Per il resto ne esce dilaniato il centrodestra con alcuni esponenti che hanno litigato tra loro in aula per tutto il tempo, a dimostrazione che il voto segreto è un meccanismo estremo di corruzione della politica che ribalta le regole e la morale delle istituzioni parlamentari affidando la guida alla minoranza e causando la spaccatura della minoranza.

Chissà se la maggioranza sarà adesso capace di fare la necessaria autocritica sia per aver lasciato tutto questo spazio in aula all’opposizione, sia per aver deciso di posticipare la trattazione della proposta di abolizione del voto segreto.

L’unica cosa certa è che così non è più possibile continuare.