LA SVOLTA DEI CONTI: SBLOCCATI QUASI 2 MILIARDI

di Redazione

La svolta nei conti della Regione Siciliana passa attraverso un’operazione di alta ingegneria contabile che trasforma vecchi vincoli in nuova linfa per l’economia dell’Isola. Con il via libera dell’ARS alla delibera che cancella il Fondo per le anticipazioni di liquidità, il governo guidato da Renato Schifani si appresta a liberare risorse per un miliardo e ottocentocinquanta milioni di euro.

Si tratta di un passaggio tecnico fondamentale, reso possibile dalla cornice normativa della legge di bilancio nazionale, che permette alla Sicilia di migliorare sensibilmente il proprio risultato di amministrazione. Sommate alle stime già esistenti, queste cifre portano il potenziale tesoretto per gli investimenti e le opere pubbliche a superare la soglia dei quattro miliardi di euro, delineando i contorni di un vero e proprio piano straordinario per la crescita.

Per comprendere la portata del provvedimento, occorre guardare alla natura delle anticipazioni di liquidità: si tratta di somme che lo Stato o la Cassa Depositi e Prestiti hanno erogato in passato per permettere alla Regione di saldare i debiti verso i fornitori. Fino a oggi, la Sicilia era obbligata a mantenere vincolata nei propri bilanci una quota ingentissima di risorse come garanzia per la restituzione di quelle rate.

Questo vincolo contabile agiva come un freno a mano, rendendo di fatto indisponibili somme che, pur presenti nei conti regionali, non potevano essere spese per nuovi servizi o infrastrutture. Con la nuova norma nazionale, tale obbligo di accantonamento viene meno: quello che prima era un fondo blindato per ripagare un debito tecnico viene oggi svincolato e reso disponibile sotto forma di avanzo, trasformando un onere contabile in una leva per lo sviluppo.

L’operazione è stata definita dal governo regionale come complessivamente neutra sotto il profilo dell’esborso finanziario, ma rivoluzionaria per la destinazione delle somme, generando un beneficio reciproco tra Palermo e Roma. Se per la Sicilia lo sblocco significa liquidità immediata per i cantieri, per il governo nazionale il vantaggio è di natura macroeconomica: trasformando la restituzione del debito in un “contributo alla finanza pubblica”, lo Stato può conteggiare queste somme per migliorare le proprie performance nel quadro delle nuove e rigide regole della governance economica europea.

In termini pratici, la Regione continuerà a veder uscire la medesima quantità di denaro dalle proprie casse, ma con una causale differente che permette a Roma di stabilizzare i conti nazionali e alla Sicilia di riacquistare un’agibilità di bilancio immediata.

Il Presidente Renato Schifani ha rimarcato come questa scelta rappresenti una decisa adesione alle opportunità offerte dalla manovra nazionale, con l’obiettivo dichiarato di imprimere una spinta vigorosa al sistema economico regionale.

Grazie a questa manovra, la Sicilia punta a generare benefici tangibili per il tessuto imprenditoriale e per la cittadinanza, convertendo un rigido vincolo contabile in un’opportunità strategica. Il percorso legislativo proseguirà ora con un disegno di legge per le variazioni di bilancio, atto necessario per rendere operative le nuove disponibilità.