MIGRANTI. LOREFICE È UOMO DI FEDE, NON DI GOVERNO

di Rino Piscitello

L’arcivescovo di Palermo ha lanciato nei giorni scorsi il suo grido di fede rispetto alle centinaia di migranti morti nel Mediterraneo e ha affermato il diritto di tutti alla mobilità.

E come ormai capita da un po’ a chiunque esterna idee forti, è stato pesantemente attaccato e insultato da un gruppo di imbecilli che, quando travalicano la linea del reato, vanno senz’altro denunciati.

Gli va quindi espressa massima solidarietà, ma gli si farebbe un torto se a causa di questo non entrassimo nel merito delle sue considerazioni.

La prima valutazione delle affermazioni di monsignor Lorefice non può che essere funzionale: il Pastore della Chiesa esprime parole di fede e il suo pensiero va sempre interpretato esclusivamente in tale direzione. Non ha il dovere che porta con sè un uomo delle istituzioni, di garantire umanità e al contempo sicurezza e legalità.

Con un’espressione forse un pò forte potremmo dire che fa il suo mestiere e noi da cattolici abbiamo il dovere di leggere nelle sue parole un’indicazione, un auspicio, ma non certo l’impegno di una realizzazione concreta.

Solo per fare un esempio, se monsignor Lorefice fosse il ministro dell’Interno non si sarebbe mai sognato di parlare di diritto di ogni uomo e di ogni donnaa alla mobilità, perché questo creerebbe conseguenze disastrose che neanche lui, come Pastore della Chiesa, potrebbe mai auspicare: ossia una gigantesca spoliazione di risorse umane dai paesi dai quali arriva la più parte dei migranti e costi sociali spaventosi per un Paese che si troverebbe improvvisamente invaso da milioni di persone cariche di illusioni mal risposte e non realizzabili.

Per questo condividiamo il grido di dolore e le parole di uomo di fede di monsignor Lorefice, arcivescovo di Palermo, ma non le condividiamo in nessun modo quando le stesse parole vengono espresse da politici avventuristi che vorrebbero attuarle in maniera concreta e nell’immediato.

Quei morti sono in gran parte figli del combinato disposto tra sciagurati mercanti di carne umana, interessati intermediari e speculatori e ingenui portatori di inutili e dannose utopie che hanno consentito che ogni reale diritto venisse stracciato.

Il nostro Paese e l’Europa hanno bisogno di migranti, entrati però attraverso canali legali, interrompendo la roulette russa dei barchini mandati dai trafficanti che determinano morti di uomini, donne e bambini.

Morti che si interromperanno il giorno nel quale tutti sapranno che in Italia e in Europa si entra solo per vie legali e che chiunque prova a entrare diversamente viene certamente soccorso, ma poi portato in centri fuori dall’Europa per essere espulso ed estradato nel proprio Paese.

A monsignor Lorefice diciamo grazie per averci ricordato che le scelte concrete e realiste che ognuno di noi persegue devono essere accompagnate da un profondo senso di umanità e di fede.