A19, IL PIANO SCHIFANI DIMEZZA I CANTIERI LUMACA

di Redazione

La metamorfosi della A19 Palermo-Catania non è più soltanto una speranza affidata ai cartelli stradali, ma un cantiere a cielo aperto che sta cambiando volto alla principale arteria siciliana. Il bilancio tracciato a Palazzo d’Orléans, a ventiquattro mesi dall’insediamento di Renato Schifani nel ruolo di commissario straordinario, delinea un quadro di profonda discontinuità rispetto a un passato fatto di paralisi e incertezze.

Quella che per decenni è stata etichettata come l’autostrada dei tormenti sta vivendo una stagione di interventi strutturali senza precedenti per volume economico e velocità d’esecuzione.

Il cuore della strategia commissariale si è concentrato sulla rimozione delle strozzature più odiate dagli utenti: i restringimenti di carreggiata e i doppi sensi di marcia che persistevano anche in assenza di operai al lavoro. In soli due anni, la lunghezza dei tratti a corsia ridotta è stata più che dimezzata, passando dai quindici chilometri ereditati a meno di sette. Questo risultato è il frutto di una macchina operativa che ha già portato a termine ventitré interventi, liberando decine di chilometri di asfalto da vecchie limitazioni.

L’accelerazione è certificata soprattutto dalla spesa effettiva. Se alla fine del 2023 le somme liquidate alle imprese si fermavano a poche decine di milioni, il consuntivo dello scorso dicembre mostra un balzo verticale che supera i duecento milioni di euro.

È il segno di un ingranaggio che ha finalmente trovato il giusto ritmo, con sessantatré interventi complessivi che mobilitano quasi un miliardo di euro per ammodernare un’opera inaugurata nel lontano 1975 – anche se alcuni tratti erano già percorribili dal 1970 – e rimasta troppo a lungo vittima dell’usura e della trascuratezza.

Il cronoprogramma per i prossimi mesi appare serrato e punta a risolvere i nodi storici della tratta. Entro la primavera è attesa la riapertura della galleria Tremonzelli, seguita in estate dai viadotti più complessi e da altri tunnel strategici. Il governatore ha sottolineato come l’obiettivo finale non sia solo la manutenzione ordinaria, ma l’adeguamento della Sicilia agli standard di sicurezza nazionali.

Nonostante i disagi per chi viaggia rimangano inevitabili a causa della mole di cantieri aperti, la prospettiva sembra finalmente orientata verso un’infrastruttura moderna, capace di connettere l’isola senza le insidie del passato.