NISCEMI, UN CORTEO ACCENDE IL BUIO DELLA FRANA

di Redazione

La città di Niscemi ha scelto il silenzio operoso e la luce delle fiaccole per gridare al mondo che non ha alcuna intenzione di arrendersi al fango. A trenta giorni dal movimento franoso che ha squarciato il territorio, una marea umana composta da oltre millecinquecento persone ha attraversato alcune strade praticabili vicino alla zona rossa della città, unendo in un unico abbraccio sfollati, commercianti che hanno perso tutto e semplici cittadini.

Il corteo, indetto dal comitato “Evento franoso Niscemi 2026” e che ha visto la partecipazione dell’amministrazione e del consiglio cittadino, è partito sotto lo striscione che recitava “Il coraggio di restare, la forza di cambiare”, segnando un momento di unità profonda che ha superato ogni colore politico e trovando il proprio culmine spirituale presso il santuario di Maria Santissima del Bosco.

La macchina dello Stato e quella regionale, è giusto ricordarlo, si sono mosse con una tempestività senza precedenti, attivando misure straordinarie e flussi di finanziamento che hanno permesso di affrontare l’emergenza con una velocità d’esecuzione mai registrata in eventi di simile portata.

La presenza costante della Protezione Civile e la rapidità dei primi ristori testimoniano una volontà politica ferma nel voler garantire la ricostruzione in tempi certi, trasformando l’eccezionalità del disastro in un modello di efficienza amministrativa.

Inoltre, l’attenzione mediatica nazionale è tutt’ora alta anche grazie al palcoscenico del Festival di Sanremo, dove la resistenza niscemese ha trovato eco tra le poltrone dell’Ariston. In galleria è stato esposto uno striscione con la scritta “Niscemi R-Esiste”, portando ancora una volta il dramma siciliano nelle case di milioni di italiani. Carlo Conti ha voluto ribadire la vicinanza dell’intero Paese a una popolazione che, nonostante le ferite profonde, guarda già al domani.

Mentre il vescovo Rosario Gisana invocava coraggio e coesione, la città ribadiva la propria richiesta di sicurezza definitiva. Non si chiedono solo aiuti economici, ma la certezza che il suolo torni a essere solido sotto i piedi di chi ha scelto di non abbandonare le proprie radici.

Il piano di messa in sicurezza del territorio è già in fase di attuazione e sembra essere il pilastro su cui fondare questa rinascita. Una rinascita che i niscemesi vogliono con forza e determinazione e che ieri, tutti insieme, hanno voluto manifestare.