SIRACUSA-CATANIA CHIUSA: CAOS INACCETTABILE

di Redazione

Ancora una volta, con la chiusura parziale della Siracusa-Catania, la mobilità in Sicilia paga il prezzo di una programmazione che definire miope è un eufemismo. Oggi, martedì 10 marzo, dalle 9:00 alle 18:00, circa venti chilometri dell’autostrada sono stati sottratti al traffico, paralizzando di fatto un collegamento nevralgico dell’isola.

La chiusura, richiesta dall’Ansfisa – l’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali – per ispezionare i tunnel San Demetrio e San Fratello, solleva dubbi legittimi non tanto sull’utilità dei controlli, quanto sulle modalità di esecuzione.

La scelta di imporre un blocco totale in pieno orario diurno, evitando la pianificazione notturna o l’uso alternato delle carreggiate, appare come una gestione discutibile che ignora le necessità quotidiane di migliaia di persone. Il vero nodo critico risiede nella viabilità alternativa: la deviazione obbligatoria allo svincolo di Augusta sulla vecchia SS 114 per chi viaggia verso il capoluogo etneo preannuncia un collasso del traffico inevitabile. Questo non rappresenta solo un fastidio burocratico, ma un colpo diretto al tessuto vivo del territorio, trasformando un tragitto necessario in un’odissea.

Le imprese di logistica subiranno gravi ritardi nella catena di distribuzione, mentre pendolari e studenti si ritroveranno intrappolati in un imbuto di ore. Ancora più grave è la situazione per chi deve raggiungere strutture sanitarie per visite o terapie: rendere tortuoso e imprevedibile un percorso vitale è una mancanza di rispetto verso le fasce più fragili della popolazione.

Si tratta, in ultima analisi, di una gestione delle infrastrutture che continua a trattare i cittadini come variabili di secondo piano rispetto a un protocollo rigido e decontestualizzato.