Per il secondo anno consecutivo nessun articolo o comma della legge di stabilità e della legge di Bilancio 2026-2028 della Regione Siciliana è stato impugnato dal Consiglio dei Ministri. Detto così sembra un risultato naturale, ma bastava ascoltare in aula gli interventi dell’opposizione che, profeti di sciagura, davano per certe alcune impugnative.
Invece tutto è stato considerato legittimo e, al di là delle polemiche, in questa manovra erano inseriti pilastri della politica economica del Governo.
Questo è il terzo anno che le leggi di bilancio vengono approvate senza fare ricorso all’esercizio provvisorio, ovvero entro i tempi stabiliti dalla legge.
La legge di stabilità di quest’anno conferma la politica di sviluppo e investimenti mirati portata avanti in questi anni dal Presidente Schifani e dall’assessore regionale all’Economia Alessandro Dagnino. Azioni riconosciute anche dalle principali agenzie di rating internazionali, che hanno prodotto una crescita del Pil superiore alla media nazionale, rafforzato la solidità dei conti pubblici e restituito credibilità finanziaria alla Sicilia.
Con il via libera del Consiglio dei Ministri il Governo regionale può proseguire nell’attuazione di norme fondamentali per lo sviluppo dell’isola, come la decontribuzione per le assunzioni e il South working, per le quali è stato previsto un investimento di 600 milioni di euro fino al 2028. Norme sulle quali gli uffici sono già al lavoro per garantire la loro rapida attuazione.
“La decisione del Governo nazionale di non impugnare nessuna norma della manovra – ha dichiarato il Presidente Schifani – conferma il percorso virtuoso intrapreso dal mio governo nella gestione dell’equilibrio dei conti pubblici e riconosce il rigoroso controllo che abbiamo esercitato sulla legittimità della legislazione finanziaria”.