CATANIA NON VINCE MA CONTINUA

di Redazione

La Città di Catania non arresta la sua corsa, nonostante il verdetto giunto dal Ministero della Cultura che ha incoronato Ancona Capitale Italiana della Cultura per l’anno 2028. Sebbene il capoluogo marchigiano sia riuscito a convincere la giuria con un dossier giudicato solido e innovativo, all’ombra dell’Etna il sentimento prevalente non è quello della resa, ma di una rinnovata consapevolezza. La competizione è stata solo il pretesto per innescare un meccanismo di partecipazione collettiva che ora, nelle intenzioni dell’amministrazione e degli attori sociali coinvolti, deve trasformarsi in un motore strutturale per lo sviluppo del territorio.

L’idea di fondo, che traspare dalle reazioni del sindaco Enrico Trantino, è che la candidatura non rappresentasse un semplice traguardo burocratico o un evento isolato nel tempo, bensì un metodo di lavoro. Il progetto, che portava il titolo Catania Continua, ha saputo aggregare oltre cento realtà tra associazioni, comitati civici ed enti del terzo settore. Questa rete, nata per sostenere la sfida, viene oggi indicata come il vero patrimonio da non disperdere. Il primo cittadino ha già chiarito che il lavoro svolto non finirà in un cassetto, sottolineando come la visione strategica per una metropoli che sfiora il milione di abitanti debba proseguire con la medesima determinazione, puntando a obiettivi di lungo respiro.

Il piano d’azione prevede ora una fase di attuazione concreta dei punti contenuti nel dossier. Non si tratta solo di organizzare eventi, ma di ripensare il tessuto urbano e sociale attraverso la cultura. La mobilitazione che ha visto protagonisti anche nomi illustri del panorama scientifico e dello spettacolo ha dimostrato che esiste una domanda di partecipazione vibrante, capace di andare oltre la delusione del mancato primato. La strategia etnea punta a trasformare le idee nate durante i mesi di preparazione in progetti cantierabili, capaci di attrarre investimenti e di generare un impatto reale sulla qualità della vita dei cittadini.

In questo scenario, il supporto istituzionale non sembra mancare. Anche dal presidente della Regione, Renato Schifani, è arrivato un incoraggiamento a non mollare la presa, con l’invito a considerare una futura ricandidatura e la promessa di un sostegno concreto per le iniziative che verranno ideate. L’appuntamento immediato per il rilancio è fissato per domani, 20 marzo, presso il Palazzo della Cultura, dove l’amministrazione cittadina incontrerà nuovamente tutti i protagonisti della candidatura.

Sarà quella l’occasione per delineare le tappe del Piano partecipato della Cultura e per annunciare come le energie profuse finora verranno incanalate in nuovi traguardi. Catania sceglie dunque di non piangersi addosso, ma di onorare il lavoro svolto trasformando una sconfitta formale in una vittoria di metodo. La sfida è ambiziosa: dimostrare che una grande città può rigenerarsi partendo dalle proprie radici e dalla capacità di fare rete, indipendentemente dai titoli ufficiali o dai finanziamenti ministeriali, puntando tutto sull’orgoglio di una comunità che ha riscoperto il piacere di progettare insieme il proprio destino.