CONTRO LE VAMPE SERVE IL COPRIFUOCO

di Rino Piscitello

Scene di guerriglia ieri in tutta Palermo, aggressioni ai Vigili del Fuoco e scontri continui con le forze dell’ordine. Le vampe di San Giuseppe sono state accese dappertutto e nelle cataste hanno bruciato mobili vecchi e infissi insieme alle loro vernici tossiche.

Con le vampe sono andati a fuoco decine di cassonetti e almeno cinque auto sono state date alle fiamme.

La Palermo della barbarie e quella della civiltà si sono scontrate ancora.

Lanci di sassi e di bottiglie e bande di ragazzini che giocano alla guerra. Una tradizione insensata alla vigilia del giorno di San Giuseppe a Palermo che si trasforma in uno scontro con lo Stato.

I pompieri hanno fatto almeno 40 interventi solo per spegnere le vampe e bastava guardare i social per comprendere la difficoltà della situazione. Fiamme altissime in mezzo alla città con rischi elevatissimi e attacchi continui alle forze dell’ordine. Strade intere chiuse da cassonetti dati a fuoco.

E alla fine cinque sono stati i pompieri feriti per fortuna in modo non grave e parecchi i mezzi danneggiati.

Gli interventi degli ultimi giorni con 50 tonnellate di legna sequestrate sono serviti solo parzialmente.

La tensione è esplosa particolarmente allo Zen 2, ma anche in altri quartieri si sono vissute situazioni di pericolo. Fiamme anche alla Zisa, all’Uditore, a Brancaccio e al villaggio Santa Rosalia.

L’elicottero della guardia di finanza ha sorvolato la città fino a notte inoltrata.

I cinque vigili del Fuoco sono stati feriti nel corso di un’aggressione allo Zen 2, in via Girardengo. I pompieri sono stati accerchiati da una cinquantina di persone e sottoposti al lancio di pietre e bottiglie proprio mentre cercavano di spegnere una catasta di legno.

Ormai è una sfida contro lo Stato. Una delle tante sfide che lo Stato non può perdere.

E allora, a fronte di avvenimenti così gravi, ma al contempo così prevedibili, ci si prepari fin d’ora e ogni 19 marzo si stabilisca che a Palermo vige il coprifuoco dalle ore 18,00 della sera precedente alle ore 6,00 del mattino.

E se necessario intervenga l’esercito.

Meglio misure eccezionali che dimostrarsi deboli di fronte a violazioni plateali del vivere civile.