La morte dell’imprenditore palermitano Angelo Onorato, marito dell’ex eurodeputata Francesca Donato, resta un caso aperto per la giustizia. Nonostante la richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura, il Giudice per le indagini preliminari di Palermo, Giuseppa Zampino, ha deciso di non chiudere il faldone, disponendo una proroga delle attività investigative per i prossimi sei mesi. Una decisione che sposta nuovamente l’attenzione su un mistero che, dal maggio di due anni fa, divide l’opinione pubblica e gli inquirenti.
Il corpo dell’architetto era stato rinvenuto all’interno della sua autovettura, accostata lunga una strada parallela della A29 Palermo Mazara del Vallo, con una fascetta da elettricista stretta attorno al collo. Sebbene i primi riscontri medico-legali avessero spinto gli investigatori verso l’ipotesi di un gesto estremo, la famiglia non ha mai accettato questa ricostruzione, parlando apertamente di un omicidio e indicando presunte zone d’ombra nella dinamica del ritrovamento e nei momenti immediatamente precedenti al decesso.
Il rigetto dell’archiviazione rappresenta un punto di svolta per i legali della famiglia Onorato, che in questi mesi hanno presentato memorie e consulenze tecniche per evidenziare incongruenze nel quadro probatorio. Il Gip ha dunque ritenuto necessario approfondire ulteriormente alcuni aspetti della vicenda che non sarebbero stati ancora chiariti in modo definitivo.
Durante il prossimo semestre, gli inquirenti dovranno concentrarsi su nuovi accertamenti, che potrebbero riguardare l’analisi dei dispositivi elettronici e di tracce genetiche non identificate, eventuali testimonianze rimaste finora in secondo piano o un supplemento di perizia sulla modalità del decesso all’interno dell’abitacolo. La verità sulla morte di un volto noto della borghesia palermitana, dunque, attende ancora di essere scritta.
Ma vediamo quali sono alcuni dei dubbi da tempo avanzati dai legali e dalla famiglia di Angelo Onorato:
- Nessuna impronta digitale, neppure quella della vittima, era nella fascetta stretta attorno al collo dell’imprenditore che ha portato alla sua morte. Difficile che Onorato avesse stretto la fascetta attorno al suo collo senza che vi sia rimasta una sua impronta.
- La parte finale della fascetta era rivolta come se chi l’avesse tirata si fosse trovato alle spalle della vittima.
- Lo sportello posteriore destro dell’autovettura risultava sempiaperto.
- Il ritrovamento di aghi di pino sui tappetini posteriori dell’abitacolo, nonchè sull’adiacente marciapiede.
- Le incongruenze tra il tono e la serenità delle telefonate effettuate poco prima della morte e l’ipotizzato improvviso suicidio.
- Onorato poco prima della morte aveva comprato una torta che è stata poi ritrovata nel sedile posteriore dell’auto.
- Nella stessa mattinata aveva prelevato dei soldi al bancomat.
- Nella lettera che Onorato aveva consegnato al suo commercialista per la moglie e in alcuni messaggi si evidenzia un timore per la propria incolumità.
- Tanti altri particolari poco compatibili con l’ipotesi suicidaria.
La Gip nel respingere la proposta di archiviazione ha peraltro aggiunto che “l’assunto, sostenuto dalla Pubblica Accusa, secondo il quale la presenza di terzi è esclusa poiché nessun veicolo entra o esce dal tratto non è tecnicamente dimostrabile in quanto le telecamere coprono solo gli accessi veicolari, non l’intero tratto” e inoltre “non esiste alcuna telecamera che riprenda pedoni che possano entrare da aree laterali, marciapiedi, terreni adiacenti, spazi non visibili e non è dimostrato che non esistano varchi pedonali, passaggi tra edifici, accessi secondari”.
La Gip ha inoltre acordato alla difesa un’analisi sui “picchi allelici” da rilevare sulla fascetta, sulla cintura, sul poggiatesta e sui vestiti. Si tratta di un analisi che punta a verificare la presenza di tracce di Dna di altre persone.
Toccherà adesso alla Procura approfondire nei prossimi sei mesi tutti i dubbi sollevati dalla difesa e dal provvedimento della Gip.
Quel che è certo è che non è possibile archiviare senza aver fatto di tutto per sgombrare ogni singolo dubbio.